Il ct Prandelli sorride: «Ce lo siamo meritato»

«La Germania? È favorita ma faremo tutto per andare in finale»

    di Andrea Sini

    Il ct che prima delle partite dorme tranquillo forse stavolta perderà il sonno. Mai si sarebbe aspettato che la più grande partita della nazionale da quando lui è alla guida si sarebbe decisa ai calci di rigore.

    «Abbiamo giocato una grande partita e avremo meritato di vincere – dice Cesare Prandelli a fine gara –. Siamo stati non bravi, di più, abbiamo creato occasioni, poi ai rigori, serve tutto. Abbiamo giocato con il cuore, il carattere ma soprattutto con le idee».

    Ieri il ct ha proposto Montolivo dal primo minuto, come rifinitore, a supporto delle punte Cassano e Balotelli. Il fantasista della Fiorentina ha impiegato qualche minuto per entrare in partita ma poi è riuscito a giocare tante palle importanti.

    Nel corso della gara Prandelli ha fatto ruotare più volte i centrocampisti, con Marchisio, Pirlo e De Rossi che hanno svariato tra la parte centrale e quella esterna della linea mediana. Chi il più stato il più bravo?

    «Voglio mettere l’accento sulla prestazione di tutta la squadra – ha aggiunto il commissario tecnico azzurro –, voglio sottolineare lo spirito che hanno messo in campo i miei ragazzi. L’Inghilterra era una squadra molto temibile, ma noi siamo stati bravi a non fare mai ripartire gli inglesi, anche quando hanno giocato con le palle lunghe».

    Mario Balotelli si è mosso molto, ha avuto diverse occasioni (tre nitidissime nel solo primo tempo) ma non sempre ha svolto il compito assegnatogli dall'allenatore, che infatti più volte l'ha ripreso, cercando di riportarlo nella giusta posizione.

    Gli inglesi hanno tenuto come hanno potuto sino al 60’, prima che Hodgson mischiasse le carte inserendo contemporaneamente Walcott e Carroll. Mentre il ct azzurro ha atteso 78 minuti prima di cambiare qualcosa, inserendo Diamanti per Cassano.

    Prandelli ha dovuto convivere con infortuni a ripetizione, alcuni gravi (Giuseppe Rossi), altri ripetuti (Chiellini), qualcuno addirittura rarissimo, come nel caso dell'intervento al cuore ad Antonio Cassano.

    Ha dovuto sconfessare in parte il suo credo calcistico, o comunque adattarlo al materiale umano a disposizione: in piena emergenza, nella partita d'esordio con la Spagna, in assenza di due difensori titolari ha proposto una linea a tre, inventando Daniele De Rossi centrale, tra l'altro con risultati inappuntabili.

    Dalla Spagna in poi, quando il nuovo modulo era stato ampiamente annunciato, il commissario tecnico azzurro ha giocato sempre a carte coperte. Dai giorni precedenti la sfida con la Croazia la situazione ha iniziato a farsi fumosa: allenamenti a porte chiuse o con il classico quarto d’ora iniziale concesso alla stampa, qualche seduta annullata, risposte sempre più evasive nelle interviste e persino qualche depistaggio. Dalla scelta del modulo a quella degli attaccanti, sino al segreto di Pulcinella che ha preceduto Inghilterra-Italia. Due giorni fa, alla vigilia del match, nella conferenza stampa ufficiale Prandelli ha nuovamente giocato in difesa, dicendo apertamente che non avrebbe voluto dare vantaggi alla squadra avversaria. Non solo: “anche i ragazzi conosceranno la formazione soltanto prima della partita”, si era affrettato a dire Prandelli. Peccato che a fianco a lui ci fosse Barzagli: il quale, parlando del modo di affrontare l’Inghilterra, si era lasciato sfuggire un “difenderemo in quattro” che ha cancellato qualsiasi tipo di mistero.

    Ieri è invece arrivata la più grande prestazione dell’Italia da molti anni a questa parte. Certo, con la Germania ci sarà da recuperare un po’ di uomini. «È la favorita, ma quello che conta è solo che abbiamo raggiunto la semifinale – conclude Prandelli – ora godiamoci questo successo meraviglioso». Il pisolino del ct stavolta può attendere.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    25 giugno 2012

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