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La lunga corsa a ostacoli della nazionale

Tanti infortuni, anche gravi ma anche molto altro: dalla polizia in ritiro fino alle battutacce sui gay

Se fosse una gara di dressage o una prova dei tremila siepi, e non una sfida a chi fa più gol, di certo l’Italia sarebbe campione d’Europa e forse qualcosa di più. Perché di ostacoli, da un anno a questa parte, la nazionale di Cesare Prandelli ne ha dovuti saltare un numero infinito. Da quelli che ti puoi aspettare (infortuni) a quelli che invece compaiono all’improvviso, magari con le sembianze di una volante della polizia che ti piomba in ritiro.

Le qualificazioni. Se c’è stato un periodo felice e sereno, per la gestione Prandelli, è stato proprio quello delle qualificazioni alla fase finale di Polonia e Ucraina 2012. Un cammino lineare, senza particolari picchi di gloria, ma senza passi falsi. E soprattutto con una qualificazione arrivata con largo anticipo. Dalla risicata vittoria in Estonia del settembre 2010 firmata dallo strano duo Cassano-Bonucci, dopo il vantaggio estone, sino al netto 3-0 contro l’Irlanda del Nord dell’ottobre scorso a Pescara. Ventisei punti, con due soli pareggi (a Belfast e a Belgrado) e otto vittorie, alcune molto importanti (l’1-0 in Slovenia firmato da Thiago Motta), altre risicate (il deludente 1-0 in casa delle Far Oer), una persino a tavolino: è quella contro la Serbia, decisa dopo lo show delirante dei tifosi ospiti al Ferraris di Genova.

L’infausto ottobre. Il 26 ottobre scorso Giuseppe Rossi, punta di diamante del reparto offensivo, si procura la rottura dei legamenti del ginocchio destro. Il giocatore del Villareal viene operato pochi mesi dopo: i tempi di recupero per averlo a disposizione a Euro 2012 però ci sono. Tre giorni più tardi, il 29 ottobre, mentre rientra da una trasferta del Milan a Roma, Antonio Cassano accusa un malore e viene ricoverato d’urgenza in ospedale, dove gli viene diagnosticata una sofferenza cerebrale su base ischemica. Il giocatore viene operato al cuore alcuni giorni dopo. A rischio, a quanto pare, c’era ben più della sua attività di sportivo. Cassano riotterrà l’idoneità solo ad aprile e verrà convocato da Prandelli senza aver giocato una partita in azzurro per un anno.

Giuseppe Rossi addio. Il 13 aprile Giuseppe Rossi, che aveva da poco ripreso ad allenarsi a tempo pieno ed era nella lista di Prandelli, riporta un nuovo grave infortunio allo stesso ginocchio già operato. Stavolta non c’è scampo: agli europei non ci sarà e anche la sua carriera è a rischio.

Stop a Chiellini. A tre minuti dalla fine dell’ultima di campionato, lo juventino Giorgio Chiellini, titolare inamovibile della nazionale, si ferma per un problema muscolare. Recupererà in tempo per gli Europei, ma soltanto in extremis, e si infortunerà nuovamente nella terza gara della fase finale, contro l’Irlanda.

Criscito indagato. La mattina del 28 maggio, alle prime luci del giorno, il ritiro azzurro di Coverciano riceve la visita delle forze dell’ordine, arrivate a consegnare a Domenico Criscito un avviso di garanzia per l’inchiesta relativa al calcioscommesse. Nell’inchiesta finisce l’altro azzurro Leonardo Bonucci. La Figc decide di escludere Criscito, rispedendolo a casa, e di portare agli europei Bonucci, che non ha ricevuto avvisi di garanzia. Salvo per un cavillo, in realtà è indagato come Criscito.

Infortuni last minute. Alla vigilia della partenza per la Polonia, il 4 giugno Andrea Barzagli si ferma per un problema muscolare. Ne avrà per 20 giorni: Prandelli decide di richiamare dalle vacanze Davide Astori, che si unisce al gruppo ma poi viene scartato per il recupero di Barzagli. Questa scelta comporta il cambio di modulo per gli azzurri nella gara di esordio con la Spagna, dove viene schierata una difesa a tre con Daniele De Rossi centrale.

Gay & affini. Nel momento di massima esposizione mediatica della nazionale, Alessandro Cecchi Paone, forse alla ricerca di un po’ di pubblicità gratuita, confessa: sono stato a letto con due giocatori azzurri. Antonio Cassano replica così: «Non me ne frega niente, spero non ci siano froci in squadra». Sarà poi costretto a scusarsi.

Se non è una corsa a ostacoli questa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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