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Saccani: «Mantova crescerà»

Intervista al delegato Figc: «I problemi ci sono ma si possono risolvere. Punteremo sul femminile»

MANTOVA. «Alberto Pasolini mi diceva sempre: “il mondo del calcio è pieno di regole, ma quella più importante è usare il buonsenso”. Terrò bene a mente queste sue parole in questa nuova avventura». Giuseppe Saccani è da pochi giorni il nuovo delegato provinciale della Figc. Tra i pionieri del calcio a Dosolo, dove è stato dirigente per 26 anni, il nuovo numero uno del calcio mantovano, già negli uffici della federazione come responsabile amministrativo negli ultimi mesi, dovrà affrontare in prima persona i tanti temi caldi che hanno segnato un 2013 non facile. Lo farà con l'esperienza dei suoi tanti anni da dirigente e mettendo al primo posto parole come collaborazione e collegialità.

Dopo la scomparsa di Pasolini, la delegazione ha vissuto mesi delicati. Quali le motivazioni?

«Si sapeva che sostituire una figura come quella di Alberto, che ha guidato per trent’anni la federazione, non sarebbe stato facile, era un vero tuttofare. Alla base dell'addio di Maurizio Bertazzoni ci sono motivazioni puramente familiari e personali. Io ho accettato con piacere: ci sono problemi da risolvere, ma non credo siano insormontabili».

Si è parlato molto della riforma dei campionati giovanili. Qual'è la sua opinione in proposito?

«Aspettiamo che da Milano venga tutto definito nei dettagli. Io posso dire che noi siamo al servizio delle società. Hanno votato per l'eliminazione dei fascia B, ne prendiamo atto».

E sulla vicenda del cosiddetto mercato dei baby?

«Dispiace che si debba parlare di certe cose, serve correttezza nei rapporti tra le società. In altre province la collaborazione tra società è maggiore, qui pesano molto le ragioni di campanile. Alcune realtà, però, stanno crescendo in maniera importante».

A livello nazionale le crisi, che ha portato alla sparizione di centinaia di società, è evidente. Com'è la situazione nella nostra provincia?

«A Mantova e in Lombardia non si è registrato nessun calo nelle iscrizioni. Tutto si è bilanciato: qualche iscritto in meno nei Giovanissimi, qualcuno in più nei Pulcini. Nulla di drammatico».

Tra le novità più interessanti, il torneo provinciale di serie D di calcio a 5.

«Il nostro obiettivo è quello di aumentare col tempo il numero delle squadre mantovane al via, in modo da costituire un girone di sole formazioni nostrane, senza dover ricorrere alle extra muros».

Quali le nuove strade da percorrere?

«Ci sono molte bambine costrette ad andare fuori provincia per giocare a calcio. Partendo dai settori giovanili, ci piacerebbe rilanciare il movimento calcistico femminile. Sarà un lavoro che richiederà tempo, ma ci crediamo molto».

L'uso del plurale non è una casualità.

«L'ultima parola spetterà a me, ma le decisioni saranno sempre prese collegialmente. Mi consulterò con tutti. Diciamo che io, Ganda e Vernizzi saremo una sorta di triumvirato».

Il lavoro da fare non mancherà. Più preoccupato o determinato?

«Questo è un ruolo del tutto nuovo per me. Entro in punta di piedi, ma voglio realizzare progetti nuovi per rivitalizzare il calcio mantovano. Sono stato dirigente tanti anni, penso di sapere come affrontare determinati problemi».

Matteo Sbarbada

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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