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Oggi la risposta di una cordata
L'alternativa: venerdì firma Di Matteo

«Entro venerdì vogliamo chiudere, dobbiamo programmare la prossima stagione». È questo il mantra che si ripete in Viale Te. Pronti gli imprenditori guidati dal bolognese, di origine casertana

MANTOVA. «Entro venerdì vogliamo chiudere, dobbiamo programmare la prossima stagione». È questo il mantra che si ripete in Viale Te e che - a nome del Mantova - ribadisce il consigliere delegato Federico Bosi. Non a caso per venerdì è fissato l’incontro con l’imprenditore Nicola Di Matteo, l’unico finora ad aver formulato un’offerta concreta per acquisire quote dell’Acm.

«Quella al momento è la pista più concreta - aggiunge Bosi -, anche se aspettiamo delle risposte dalle cordate che abbiamo incontrato nei giorni scorsi». La prima di queste risposte dovrebbe arrivare oggi, l’altra al massimo domani «perché poi ci siederemo al tavolo con Di Matteo e proveremo a concludere un accordo. Tutte le parti interessate sono a conoscenza di questo».

I soci attuali e Di Matteo sono abbastanza vicini, ma restano da definire nel dettaglio le questioni economiche. «La volontà c’è da entrambe le parti - dice al riguardo Bosi - e in questi casi, limando da una parte e dall’altra, solitamente si riesce a trovare una soluzione».

Di Matteo, nato a Caserta 62 anni fa ma residente nel Bolognese da più di 45 anni, è un costruttore, titolare della Luna Srl di Galliera. Opera principalmente in Italia, ma anche in Romania e a Dubai. Nel calcio ha avuto esperienze alla Spal (vivaio), all’Imolese e alla Centese. Aveva già tentato di acquistare il Mantova nella primavera di due anni fa, ma poi si ritirò a causa dei danni subiti dalla sua azienda in seguito al terremoto. Ci ha riprovato quindi lo scorso novembre, offrendo una collaborazione per il settore giovanile. E infine è tornato all’assalto adesso, dopo aver trattato mesi addietro anche la Reggiana.

Di Matteo dovrebbe rilevare una quota vicina al 40% e potrebbe anche diventare il nuovo presidente. Una quota simile rimarrebbe a Lodi e un 20% a Bompieri e Tirelli. Il che darebbe vita a una gestione collegiale della società. Le altre cordate incontrate dal consigliere Federico Bosi, invece, sarebbero interessate ad acquistare la maggioranza o l’intero club.

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