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Coach Lamma parafulmine: «È colpa mia»

Il tecnico: «La testa non era quella giusta È mancata la grinta, ma rimarrà un episodio»

DALL’INVIATO A FERRARA. Davide Lamma non se l’aspettava. Il 101-68 finale stona terribilmente nella positiva stagione biancorossa. Stagione ricca di gare giocate punto a punto. Gare spesso portate a case mettendo in campo quella grinta e quell’aggressività che dovrebbero essere il marchio di fabbrica di questo gruppo.

Ieri le cose sono andate diversamente. «Io mi fido di questi ragazzi - commenta il tecnico degli Stings -. Di conseguenza mi aspetto sempre che mettano in campo grinta e cattiveria agonistica. Oggi non è stato così, ma sono convinto che rimarrà un episodio». I giorni di avvicinamento ad una gara così delicata non sono stati dei più semplici. I cambiamenti in un gruppo spesso, almeno nell’immediato, lasciano qualche scoria. «Di sicuro è stata una settimana molto particolare per noi - ammette Lamma -. Non abbiamo avuto Candussi per tre giorni e poi è arrivato un nuovo giocatore».

Il commento del match è lucido. Difficile trovare qualcosa da salvare in una serata da incubo e che resterà tra le pagine più brutte della storia recente degli Stings. «La partita è cominciata subito male - prosegue il tecnico -. Non l’abbiamo assolutamente approcciata con la testa giusta. Per la prima volta abbiamo preso 100 punti. Per subire una scoppola di questo tipo, vuol dire che qualcosa nella testa dei ragazzi non ha funzionato. E di questa cosa devo prendermi io la colpa, perché le facce dei giocatori non erano quelle giuste».

Inevitabili i complimenti a Ferrara, ieri protagonista di una prova ai limiti della perfezione. «Loro hanno giocato una partita di grande orgoglio e bravura - le parole di Lamma -. Sono stati bravi a giocare da squadra. Noi, invece, come si dice in gergo, siamo andati giù a piombo».

Resettare tutto e ripartire. L’imperativo di tutti è anche quello di Lamma. La testa è già alla sfida con Verona. Le motivazioni di sicuro non mancheranno e non solo per la storica rivalità tra le due città. Serve cancellare una brutta pagina e tornare a far sorridere i tifosi. «Quello che posso dire e che noi possiamo fare è lavorare - la conclusione del tecnico degli Stings -. Dobbiamo allenarci e capire cosa fare per tornare ad essere quelli che eravamo». (m.s.)

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