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Razzismo sui campi di Terza categoria, l’accusa della Juvenilia

La vicepresidente Rizzini: «Noi bersagliati da tifosi e arbitri». E ora potrebbero abbandonare l'attività

CASTELLUCCHIO. Il futuro della Juvenilia è in bilico. La società di patron Cortellazzi, che nella passata stagione ha esordito nel girone bresciano di Terza categoria, rischia di non proseguire la sua avventura. «Siamo rimasti molto delusi dal trattamento riservatoci alla nostra prima esperienza in un campionato Figc - spiega la vicepresidente Sara Rizzini -, sia dal pubblico e sia da certi arbitri. La nostra squadra è composta da stranieri e ne abbiamo sentite e viste davvero troppe, c'è una componente razzista che ci ha davvero ferito. Su quasi tutti i campi i nostri ragazzi sono stati bersagliati da insulti irripetibili, tanto che molte volte non volevano nemmeno proseguire il match. E anche dal comportamento di alcuni direttori di gara siamo rimasti sconcertati. Qualche esempio? Uno di loro ha esultato a un gol degli avversari, un altro ci ha impedito di leggere un messaggio contro il razzismo che avevamo preparato. Abbiamo chiamato in Federazione e ci hanno chiesto di scrivere una lettera dettagliata, che però non ha mai avuto risposta».

Il prosieguo dell'attività della Juvenilia è legato a una possibile fusione. «Abbiamo contatti con una società amatoriale di Moniga del Garda per unire le forze e proseguire in Terza - spiega la Rizzini -. Se non trovassimo un accordo però chiuderemmo i battenti». (dc)

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