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È esplosa la Strava mania, App per sentirsi campioni

Monitoraggio totale su percorsi e prestazioni: è la nuova Bibbia del ciclista

MANTOVA. Essere agonisti, quasi professionisti, senza saperlo. Questo è Strava. Un mondo da scoprire a portata di click, o anche a portata di smartphone. L’applicazione lanciata qualche anno fa è diventata un vero e proprio must. Uno strumento quasi irrinunciabile che di fatto ha cambiato il modo di vivere il ciclismo ad ogni livello. Nel Mantovano spopola: si calcola infatti che circa un ciclista su tre utilizza regolarmente lo strumento di monitoraggio scaricabile gratuitamente. In soldoni è la rivoluzione tecnologica del ciclismo.

Cos’è Strava? Si tratta di un’applicazione gratuita (con la possibilità di acquistare la versione ottimizzata a pagamento) in grado di tracciare le uscite in bicicletta. Si può utilizzare anche per la corsa e addirittura per il nuoto, ma va detto che la fama di Strava è legata principalmente a chi ama le due ruote e i pedali. L’applicazione consente di verificare i propri dati durante un’attività fisica: dalla velocità all’altimetria passando per il consumo di calorie e lo sforzo cardiaco.

Uno dei tracciati mantovani rilevati...
Uno dei tracciati mantovani rilevati con Strava

Facile e intuitiva. Ma la chiave del successo di Strava è nella sua semplicità. Come si usa? Un ciclista esce per un giro, attiva l’app e la spegne una volta terminata l’attività. Attraverso il segnale Gps Strava è in grado di calcolare il percorso fatto e di conseguenza le velocità, le medie e tutto quanto possa interessare (ritmo, pendenze...). Il tutto con schermate semplici e intuitive, anche per chi con la tecnologia ha un rapporto conflittuale.

Dal gioco alla sfida. Fin qui qualcuno potrebbe obiettare che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Sbagliato. Strava infatti permette di misurarsi con degli avversari reali, ovvero tutti coloro che utilizzano l’app. Sui tracciati di tutto il mondo è possibile visualizzare dei segmenti, ovvero dei tratti di strada definiti con una partenza e un traguardo. Ogni ciclista che nel suo giro passa da quei segmenti entra in una classifica. Un esempio? Nella nostra provincia ci sono centinaia di segmenti impostati, uno di questi è la salita fino alla sommità della Rocca di Solferino. Ebbene tutti coloro che passano per quelle strade entrano in classifica con il loro tempo di percorrenza. Si crea così una gara virtuale, un tutti contro tutti (anche contro se stessi) entusiasmante che alza notevolmente il livello di un’uscita.

Anche i professionisti. La Strava-mania ha colpito tutti, anche chi di ciclismo ci vive. Il mondo dei professionisti si è affacciato a questo strumento timidamente ma oggi sono tantissimi i big delle due ruote che lo utilizzano anche durante le gare ufficiali. Essendo una sorta di social network del ciclismo è possibile infatti seguire le gesta sportive di chiunque è iscritto, compresi i corridori di primo livello. Da Giovanni Visconti a Stefano Pirazzi passando per i vari Amador, Kruijswijk e Quinzato. Tutti in gioco, tutti alla ricerca di un Kudos (il “mi piace” di Strava). L’applicazione poi propone delle sfide mensili, ponendo ogni iscritto di fronte a degli obiettivi minimi da raggiungere. Un modo per spronare chi magari rischia di battere la fiacca.

Il ciclismo 2.0. Non stupitevi quindi se vi capiterà di vedere qualche ciclista immerso nel suo cellulare al termine di una salita. Nell’era della tecnologia diffusa ad ogni ambito della vita quotidiana, Strava ha saputo stravolgere radicalmente il modo di interpretare il cicloturismo. Un’innovazione che però non cambia la grande magia di questo sport: la fatica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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