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Mantova, il vertice dei soci decide il futuro del club

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Mantova, il vertice dei soci decide il futuro del club

Di Loreto: «O vendiamo ai romani o andiamo avanti insieme a Bompieri & C. con l’ingresso di nuovi partner». Non è da escludere un cambio di presidenza

MANTOVA. Il D-Day è arrivato ed entro questa sera si dovrebbe capire qualcosa in più sul futuro del Mantova, ormai da mesi appeso a un filo sottile. In programma c’è infatti un vertice fra i soci per decidere il da farsi. E le opzioni in campo le riassume in maniera molto chiara patron Serafino Di Loreto: «O sceglieremo di cedere la società alla cordata formata dai romani e Belfanti oppure andremo avanti noi e i mantovani, affiancati da nuovi soci che porteranno risorse ma anche competenze tecniche».

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La seconda opzione è quella su cui sta lavorando da tempo il presidente Sandro Musso: una gestione a tre, ovviamente con equilibri difficili da trovare su aspetti economici e tecnici. Per questo c’è ancora grande prudenza in Viale Te, nonostante nei giorni scorsi sia patron Di Loreto e sia i soci mantovani Bompieri e Tirelli (evidentemente anche a nome di Giovanardi) abbiano lasciato trasparire ottimismo sul felice esito della trattativa.

Del gruppo di eventuali nuovi soci si sa ancora poco, ma è probabile che della compagine faccia parte l’imprenditore bresciano Alberto Ruggeri, che in tempi recenti si era interessato anche all’acquisto del Pisa.

Per quanto riguarda la divisione delle quote, i nuovi soci dovrebbero rilevare il 30-40% dell’Acm, mentre il restante 60-70% rimarrebbe ai bresciani (che hanno il 63%) e ai mantovani, che attualmente detengono il 10%.

Al fine di rappresentare tutti e tre i gruppi, non è da escludere che si possa ricorrere addirittura a un cambio di presidenza, individuando una figura di garanzia al di sopra delle parti. Ma qui si entra nel campo delle ipotesi.

Ciò che è certo è che dalla riunione odierna dovranno arrivare precisi impegni sul piano finanziario per concludere la stagione senza ulteriori affanni. Considerando che qualcosa bisognerà spendere sul mercato per provare a salvare la squadra, non si va lontano dal vero dicendo che i soci di Viale Te da qui a giugno dovranno tirar fuori circa 1,7 milioni di euro. Non solo. Entro pochi giorni ci si dovrà mettere al lavoro per presentare (la scadenza è il 31 gennaio) in Lega Pro una nuova fideiussione da almeno 350mila euro. Dopo il fallimento della compagnia assicurativa Gable, alla quale il Mantova (come molti altri club di serie C) si era rivolto la scorsa estate, la Lega Pro ha infatti stabilito che un nuovo documento dovrà essere prodotto entro fine mese, pena la penalizzazione di 2 punti in classifica da scontare nel campionato in corso.

Sullo sfondo resta poi il “jolly” fondo arabo d’investimento. I soci mantovani la settimana prossima incontreranno in ogni caso i rappresentanti del fondo Sportativa, per capire se nel prossimo futuro potrà esserci un ingresso dei capitali arabi nel club di Viale Te. Ipotesi suggestiva ma che richiederebbe tempi lunghi. Forse una carta, anzi un jolly, da giocare per la prossima stagione.

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