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rugby: le storie

Giorgio e Andrea Bronzini: i fratelli azzurri al 6 Nazioni 

Il mediano di mischia è subentrato contro Galles e Irlanda: "È durissima prendere batoste La cura? Il lavoro". L'ala-centro sempre titolare con il numero 14: "Puntiamo a vincere contro la Francia e in Scozia"

VIADANA. Dopo l’euforia dell’autunno caldissimo del debutto da titolare, con tanto di storica vittoria contro il Sudafrica, in azzurro Giorgio Bronzini sta vivendo un inverno tiepido, con due scampoli di gara nelle prime sfide del 6 Nazioni.

Il mediano. «I test match servivano per sperimentare - risponde il n.9 viadanese -. Nel 6 Nazioni il ct vuole essere più sicuro schierando Gori che è più esperto di me, come dicono i suoi 55 caps contro i miei 5. Sono contento già di essere stato confermato in azzurro anche se mi piacerebbe giocare di più. Ma è il Sei Nazioni...». Un po’ meno contento il giocatore del Benetton è di subire sconfitte pesanti come quelle arrivate nei primi due incontri contro Galles (7-33) e Irlanda (10-63). E si era all’Olimpico.

«Le altre viaggiano su un altro binario - ammette -. Noi lavoriamo duro sempre e il primo tempo teniamo ma poi c’è un crollo, forse mentale, mentre loro non mollano e sono cinici. Con O’Shea abbiamo iniziato un nuovo percorso che, lo ripete lui stesso, porterà frutti tra uno, due, tre anni o forse anche più in là». Certo, la grande soddisfazione di aver battuto gli Springboks rimane «ma adesso siamo in un momento di transizione mentre le altre raccolgono i frutti del lavoro degli anni passati».

È dura, tuttavia, uscire dal campo una batosta dopo l’altra. E non è che le cose cambino molto con la maglia di Treviso che giusto ieri ha annunciato la conferma per la prossima stagione. «Ci vuole una grande forza mentale - spiega -. Lo stesso ct ci dice di non guardare i giornali e di essere positivi, di crederci e di continuare ad allenarci duramente. O’Shea ha iniziato a lavorare anche con le due squadre celtiche e con i team di Eccellenza perché quello è il percorso che segue un giocatore che poi arriva in azzurro».

Giorgio Bronzini
Giorgio Bronzini

Un percorso intrapreso dal fratello Andrea con il Viadana dopo l’Accademia. Che effetto fa vedere il proprio fratellino già in azzurro con l’Under 20? «Un bell’effetto. È un ottimo secondo centro, con un gran fisico: è potente ma anche veloce per questo può essere utilizzato anche come ala. Certo, dovrà migliorare su alcune cose tecnico-tattiche ed è logico vista l’età. Con buona volontà e impegno, si può fare».

E che consiglio dargli? «Quando a Treviso quest’estate hanno chiesto a ognuno la sua parola chiave io ho detto attitudine. Fin dal mattino si deve essere concentrati sul lavoro per migliorarsi, sempre. Per crescere e poi restare su alti livelli si deve fare di più rispetto a quanto ti chiedono in allenamento, restando magari una mezzora in più a fare un esercizio».

L'ala-centro. Una netta sconfitta all’esordio e poi un beffardo ko di un punto. È quanto raccolto fin qui dal Sei Nazioni Under 20 azzurro dove la maglia n.14 è stata sempre sulle spalle del viadanese Andrea Bronzini, in entrambe le occasioni in campo fino alla fine. Fisico possente da centro ma con una grande velocità nelle gambe,

Bronzini junior è un interessante prospetto già da tempo sotto la lente federale, tra l’altro reduce dai banchi di scuola dell’Accademia. Quest’anno in pianta stabile al Viadana, Andrea si ritrova una forte concorrenza sia tra i centri che tra le ali. Nell’Italia Under 20 il ct Troncon lo considera invece un punto fermo.

«L’esordio contro il Galles non è andato bene - attacca il giallonero commentando il 5-27 finale -. La sfida contro l’Irlanda l’abbiamo preparata bene ma negli ultimi 10 minuti non siamo stati lucidi ed è arrivata un’altra sconfitta pur se meno pesante: 26-27. Lo staff tecnico da un lato era dispiaciuto per la mancata vittoria ma dall’altro era contento della prestazione. Sappiamo già come migliorare e contiamo di vincere almeno una partita delle prossime». Certo, probabilmente non la prossima in calendario esattamente tra una settimana in Inghilterra. Il mirino è più puntato sulla sfida successiva, a Capoterra (Cagliari) contro la Francia e su quella conclusiva in Scozia.

«Francesi e scozzesi li abbiamo già affrontati - spiega Bronzini -. Li possiamo battere. Anche a livello personale non mi sono piaciuto all’esordio del 6 Nazioni mentre contro l’Irlanda credo di avere fatto una buona partita. Spero di avere una confidenza sempre maggiore, gara dopo gara, e magari riuscire a segnare anche una meta». Riguardo al fratellone Giorgio, una grande ammirazione: «Sta facendo molto bene e sono molto contento per lui. Da giovane ha quasi sempre trovato allenatori che non gli hanno dato tanta fiducia ma lui ha sempre lavorato bene, con grande impegno e alla fine è stato ripagato».

Paragoni non si sente di farne, anche perché i ruoli sono diversi. Anzi, Andrea non si mette nemmeno a fianco del fratello: «No, no, io ho da imparare molto da Giorgio che per me è un modello, un esempio dentro e fuori dal campo». Prima del rush finale del 6 Nazioni, domani si torna in campo a Roma contro le Fiamme Oro per la seconda giornata di ritorno dell’Eccellenza. Bronzini partirà dalla panchina. Una novità in terza linea: fuori Grigolon per guai a una caviglia, n.8 sarà Gelati.

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