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Il marchio dell'Acm è in mano a Di Loreto

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Il marchio dell'Acm è in mano a Di Loreto

Lega Pro. Il contratto è contestato da viale Te: "Per noi è carta straccia". L'ex patron: "Così resto garante contro i fallimenti. La mia azienda ha messo cifre enormi"

MANTOVA. Con un contratto stipulato il 27 dicembre e registrato all’Agenzia delle Entrate di Mantova il 18 gennaio (due giorni prima di cedere la società alla cordata romana), Serafino Di Loreto è diventato proprietario del marchio Ac Mantova, acquistandolo per 50mila euro (Iva compresa) dall’Acm rappresentata da Sandro Musso. L’ex patron biancorosso ha concesso l’uso gratuito del marchio al club fino al termine di questa stagione. Poi si vedrà. Non solo: nel contratto, di cui la Gazzetta è venuta in possesso (nella tabella alcuni punti salienti dell’accordo), si legge che la Centro Servizi Integrati Srl (l’azienda con cui Di Loreto ha acquistato il marchio) potrà inserire sulla maglia del Mantova "senza corrispettivo" due main sponsor da qui al giugno 2020, dunque per le prossime tre stagioni calcistiche. Inoltre l’accordo specifica che il Mantova deve chiedere «preventiva autorizzazione» alla Centro Servizi per utilizzare il marchio al fine di iscriversi al campionato e di sottoscrivere qualsiasi contratto di sponsorizzazione. Inoltre l’Acm si impegna a non utilizzare altri marchi che abbiano la denominazione “Mantova” abbinata ai colori biancorossi.

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L’attuale proprietà romana e in particolare l’amministratore delegato Enrico Folgori contestano il contratto: "Ne discuteremo ovviamente anche in sede legale, ma per noi sul piano umano fin d’ora è carta straccia. Il marchio è nostro, è dei tifosi e della città".
Serafino Di Loreto ne rivendica invece la proprietà e anzi aggiunge: "Resto il garante del marchio, che è una bandiera e così non finirà mai nella polvere di un eventuale fallimento. Perché l’ho acquistato? Perché la mia Centro Servizi Integrati ha messo centinaia di migliaia di euro nel Mantova e in cambio doveva avere qualcosa. E cosa c’è di acquistabile in una società di calcio? Il marchio e la pubblicità sulla maglia». Nel contratto però si blinda il main sponsor sulla maglia fino al 2020 "senza corrispettivo"... "Per trecentomila euro versati in precedenza nel Mantova, credo che tre stagioni da sponsor siano il minino. In Lega Pro i prezzi sono molto più bassi di questo".
D’accordo, ma dopo questo campionato, per il quale è stato concesso l’uso gratuito del marchio alla società, si dovrà pagare Di Loreto per utilizzarlo? «No, io concederò sempre a titolo gratuito l’utilizzo del marchio a patto che al timone del club ci siano persone serie e affidabili. In caso contrario negherò la possibilità di utilizzarlo. Ripeto, resto il garante del Mantova. La stessa cosa la fece Corioni a Brescia».
 
Scusi ma lei definisce «non affidabili» gli attuali soci romani ai quali lei stesso ha ceduto la società meno di tre mesi fa...
 
«Ho ceduto il Mantova alle uniche persone che si sono fatte concretamente avanti per acquistarlo e sono stato in pratica costretto a farlo. Sono andato via perché la piazza voleva che io e Musso mollassimo. In quel periodo ho ricevuto insulti e minacce, queste ultime non le ho mai rese pubbliche ma ho denunciato tutto in Questura. Ho accontentato la piazza - conclude Di Loreto - e adesso spero che la cordata romana non faccia fare una brutta fine al Mantova». 
 

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