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Mister Corghi saluta «A Castel d’Ario cinque anni al top» 

Promozione. Il ciclo è finito e il tecnico cerca una nuova sfida «Il mio sostituto Goldoni è persona intelligente e farà bene»

CASTEL D’ARIO. È una sensazione strana per tutti, per lui in primis ma anche per tutti gli appassionati del calcio dilettante mantovano dover pensare al Castel d’Ario senza poter più associargli automaticamente la figura di Paolo Corghi, allenatore che 5 anni fa ha sposato il progetto a lungo termine della società bianconera e con la quale si è instaurato un rapporto solido i cui successi sono sotto gli occhi di tutti.
Prima la cavalcata dalla Seconda alla Promozione e poi le tre salvezze ottenute sempre con merito nonostante stravolgimenti di rosa e difficoltà anche importanti, un curriculum di tutto rispetto per il tecnico che si lascia alle spalle tante dimostrazioni di affetto e solo qualche piccolo rimpianto che non intacca ricordi e soddisfazioni che in questi anni in bianconero sono stati veramente tanti: «È davvero una sensazione strana – spiega Corghi – e un po’ dispiace andarsene dopo 5 anni magnifici a Castel d’Ario. Ho raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo fissati e sono contento dei miglioramenti anno dopo anno sia a livello personale che della società. Ero consapevole che prima o poi il ciclo dovesse finire e probabilmente arriva nel momento giusto visto che non sentivo più le motivazioni di una volta. Gli unici rammarichi sono di non aver mai potuto contare su uno zoccolo duro a livello di rosa con la squadra da reinventare ogni anno, e di non aver mai potuto valutare un progetto futuro in quest’ultimo periodo, ma ci lasciamo in buoni rapporti visto che posso solo ringraziare una società come il Castel d’Ario dal presidente Costa con il quale c’è sempre stato supporto reciproco, a tutti dirigenti, staff e i giocatori che mi hanno dato tante soddisfazioni, in particolare i riconoscimenti da chi qui è riuscito a rivalutarsi dopo un periodo difficile».
Il futuro di mister Corghi ora è una pagina bianca tutta da scrivere e si percepisce l’entusiasmo del tecnico per la scelta di una nuova avventura nella quale buttarsi a capofitto, con condizione imprescindibile trovare lo stimolo giusto senza scendere a compromessi: «Mi sto rimettendo in gioco – spiega – e devo trovare qualcosa che mi faccia scattare la scintilla. Come categoria vorrei giocarmi le mie carte ancora in Promozione o in Eccellenza per cui guardo anche fuori provincia, basta che sia qualcosa in cui poter credere fermamente». Il testimone della panchina bianconera passa ora a Marco Goldoni, tecnico che Corghi conosce molto bene e che ritiene all’altezza della piazza, sempre molto esigente: «Lo conosco bene e so che è intelligente e preparato e saprà adattarsi e farsi apprezzare, ma deve anche capire la piazza. Una realtà come Castel d’Ario chiede risultati e bel gioco e lo stesso paese a sua volta deve avere pazienza ed essere solidale con Marco». Ci vorrà almeno un mese per conoscere il futuro di Corghi, che potrebbe portarlo per esempio nel veronese o nel reggiano, ma ci vorrà molto di più per abituarsi a non vederlo più in panchina al Comunale: «Io stesso faccio fatica a pensare al Castel d’Ario senza Corghi – conclude il tecnico – comunque sempre Alè Castlar». Lorenzo Fracassi

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