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Dondi: «Pronto all’intesa» Domani vertice con i soci 

L’ex patron del Treviso Corvezzo e Turella nel gruppo dell’imprenditore De Sanctis e Folgori alla ricerca di fondi: ormai è una corsa contro il tempo

MANTOVA. Stasera scadono i terminiper la messa in mora da parte dei giocatori del Mantova, le casse continuano a rimanere desolatamente secche come la scorsa settimana e sul sempre più gracile sogno dei soci romani di iscrivere la squadra alla Lega Pro, progetto attuabile a patto che tutti i debiti siano stati saldati, cominciano ad affollarsi nubi nere come un prete del Gabon in una notte illune, come soleva dire il prof Mario Cattafesta, penna d’oro.

De Sanctis, Folgori e Barberis, amanti dello sviluppo e della diffusione della pubblicità tanto da farne uno dei perni del loro lavoro quotidiano, si mantengono invece muti a conferma che la situazione è sempre più delicata e che capitalizzare giovedì 22 l’Acm con il milione annunciato è davvero impresa complessa e forse fuori dalla loro effettiva portata.

Sarà anche per questo che la ricerca di fondi è diventata febbrile e che domani dovrebbero incontrare Claudio Dondi, imprenditore mantovano che si presenta come «rappresentante di una holding immobiliare interessata al Mantova», l’anno scorso escluso dalla possibile partecipazione in società dalla Sdl e che avrebbe presentato un’offerta per acquisire inizialmente il 50%, per poi nel volgere di tre mesi l’altro 50%.

Dondi non si sbilancia ma voci fondate parlano di un’intesa verbale già definita con De Sanctis e Folgori, intesa che dovrà essere formalizzata con un apposito versamento al quale corrisponderà, pena la morte del Mantova, analogo investimento della società così da coprire le spettanze pregresse. A quel punto, con modalità da decidere, i romani lascerebbero progressivamente la società in cui non hanno ancora versato gli stipendi arretrati mentre Dondi, possibile futuro presidente stando sempre alle voci, si avvarrebbe di Claudio Turella come uomo di fiducia e sarebbe intenzionato ad offrire una poltrona nel consiglio di amministrazione agli ex soci mantovani ma non a Sdl, che Dondi considera la reale responsabile dell’odierna crisi biancorossa.

Così come all’epoca del tentativo di ingresso nel Mantova dello scorso autunno, Dondi afferma di poter contare sul sostegno di Renzo Corvezzo, industriale vitivinicolo in passato al Treviso e il cui nome spunta da anni al fianco di società in crisi: fra le ultime anche il Nova Gorica, la Triestina, il Potenza, il Venezia, il Treviso e il Montichiari. Viene smentita la presenza nella holding dell’industriale Giorgio Girondi. Dondi spera di far sedere ad un tavolo anche il “re dei ristoranti” Piervittorio Belfanti e Roberto Boninsegna, che a suo giudizio potrebbero rappresentare un ottimo appoggio economico e tecnico.

Nel frattempo il sito del Mantova è muto, i telefoni dei dirigenti pure e il revisore dei conti Nicola Radano aspetta di conoscere l’esito del Cda di giovedì a conclusione del quale, qualora come sempre è successo le novità dovessero mancare, farebbe partire immediatamente la procedura di segnalazione di insolvenza alla Lega e al Tribunale di Mantova.

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