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La città e i tifosi non meritano la fine del Mantova

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"La città e i tifosi non meritano la fine del Mantova"

L'ex mister dell'Acm: "Il cuore è rimasto biancorosso, sino all'ultimo spero che le cose si risolvano"

MANTOVA. Dieci anni fa mister Domenico Di Carlo stava congedandosi dal Mantova di Fabrizio Lori, dopo quattro anni di trionfi ed una sola amarezza di cui mai avrà un grammo di colpa, quella legata all’epico playoff per la serie A col Torino del 2006, che gli avrebbe permesso la terza promozione di fila battendo ogni predecessore. Dieci anni dopo mister Domenico Di Carlo ha completato il suo percorso alla guida dello Spezia, con l’ex mister biancorosso Claudio Valigi come vice, e si prepara a qualche mese di riposo forzato, o perlomeno così dice forse per scaramanzia: «Non è semplice rimanere in sella - spiega il mister più amato negli ultimi 40 anni del calcio biancorosso - a volte per colpa di episodi le stagioni girano e le società programmano diversamente. Credo che per quest’anno rimarrò fermo, cercherò di tenermi aggiornato e vedrò se arriverà un’occasione». 

Strano il destino dell’uomo che vent’anni fa, per restare in tema di ricorsi, vinse la Coppa Italia di serie A e B con il Vicenza di Francesco Guidolin, il suo primo maestro. La società veneta è appena retrocessa in C dopo avere pareggiato nell’ultima gara proprio contro Di Carlo, che guidava lo Spezia; il Mantova, la squadra che lo ha lanciato nell’Olimpo del calcio, è alle prese con una situazione finanziaria perlomeno delicata e la sfida della prossima stagione fra le due società rischia realmente di non giocarsi: «Credetemi - sottolinea Di Carlo - mi dispiace tantissimo, tanto per il Vicenza quanto per il Mantova. Il cuore sportivo è a metà e comunque sempre biancorosso. Ho il dovere di sperare in soluzioni positive, ho la speranza che queste crisi si risolvano con rapidità e il prossimo anno si possa assistere a due partite che per i tifosi sono sempre importanti».
   
Da tecnico Di Carlo ha fondato i suoi successi sulla necessità di equilibrare tutti gli aspetti psicologici, tecnici e tattici. Non ha cambiato princìpi: «Quando manca l’equilibrio è un guaio, ed il problema è il medesimo se si pensa alle società. Spiace vedere come manchino risorse adeguate a far riportare in alto due piazze così ed è chiaro che solo attraverso l’equilibrio societario si riescono a gettare le basi per un serio lavoro di programmazione pluriennale, la base per ritornare a fare risultati».
 
Di Carlo non conosce i proprietari del Mantova: «Ne conosco, stimo e apprezzo sempre uno, il mio presidente. Fabrizio Lori ha investito prima con l’anima e poi con il portafogli nel Mantova, nella prima parrte della sua presidenza Fabrizio Lori è stato l’emblema di come un lavoro tecnicamente ed economicamente ben supportato genera sempre risultati importanti. Non si fa calcio se manca la chiarezza nella gestione, a medio-lungo termine, e chi ama il calcio deve sempre stare vicino a chi gestisce una società con il cuore, solo così si può costruire qualcosa di importante. Al Mantova auguro di tornare presto fuori dalle difficoltà, da troppo tempo il Martelli ha perso entusiasmo. Lo auguro con il cuore, per l’affetto che mi lega alla gente mantovana». 

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