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Castel d’Ario, sindaco e Crl: «Buttate via lo striscione»

Promozione. Castro: «Niente violenza o politica». Baretti e Rasori verso l’esposto. Costa accusa la Gazzetta: «Ci state facendo la guerra, da oggi è silenzio stampa» 

MANTOVA. Estate 1996, aeroporto di Marrakech: di ritorno dalle ferie il sottoscritto, adiposo ma senza occhiali da vista, viene congedato dal personale dello scalo come “Monsieur Craxi”. Cosa c’entra l’aneddoto con il Castel d’Ario? C’entra perché la scusa della somiglianza fra il cavalier Mussolini e il capo ultrà del club bianconero sarebbe una delle ragioni per le quali Virgilio Costa (patron bianconero che lunedì 11 settembre ha condannato l’esposizione negli stadi e che martedì in piazza è stato più volte accolto da contumelie dei compaesani) ritiene sia stato realizzato lo striscione che sta facendo parlare non solo Castel d’Ario ma anche gli ambienti federali, i quali non nascondono l’eventualità di provvedimenti.

Che, a detta di Costa, starebbero già colpendo la sua società e che vanno chiaramente identificati nella pubblicazione sulla Gazzetta del dettagliato articolo del 12 settembre in prima pagina e a pagina 33 che, stando ai pareri dei dirigenti interpellati (fra i quali lo stesso Costa), avrebbe comportato un «grave danno d’immagine alla società, tanto da farci subito perdere due importantissimi contratti di sponsorizzazione».

27/8, Roncoferraro: la tribuna per...
27/8, Roncoferraro: la tribuna per Castel d’Ario-Desenzano (foto Cap)


Lasciamo a chi legge un parere sulle dichiarazioni dei “danneggiati”, ci limitiamo a riportare fedelmente le dichiarazioni del massimo dirigente casteldariese: «Da oggi, e vedrò io fino a quando comportarmi in questo modo, se avete bisogno di notizie sul Castel d’Ario chiamate me. Se mi andrà vi risponderò, se non mi andrà amen. Incontrerò nelle prossime ore i miei tesserati e annuncerò loro la decisione che coinvolge tutti, il solo a parlare con voi sarò io. Se mi andrà... Voi ce l’avete con il Castel d’Ario, pensate solo al gossip e questa è la goccia che ribalta il vaso. Domenica lo striscione con l’immagine non ci sarà a Castel d’Ario, del resto è sempre stato esposto fuori dalla struttura che manteniamo a prezzo di grandi sacrifici».

«Stigmatizzo queste vicende - sottolinea il primo cittadino di Castel d’Ario, Daniela Castro - non mi occupo di calcio e sono contro ogni richiamo a forme di violenza o di qualsiasi idea politica, che rispetto, in un evento sportivo. Preferisco organizzare un momento di festa per la nostra campionessa mondiale di pattinaggio».
L’assenza sul referto arbitrale (come pare) di accenni allo striscione suggerisce al Crl e alla Lega l’estensione di un esposto, qualora si voglia perseguire la società. Ma è un’eventualità da stabilire, come dicono il presidente lombardo Giuseppe Baretti e la vice Paola Rasori: «Vedremo cosa ci sarà scritto, poi valuteremo che fare».
 

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