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Berta, fantasia per i Pirati «Siamo la mina vagante»

Eccellenza. Il pezzo pregiato del mercato estivo è entrato alla grande col Cazzago «Grande avvio, ma ci sono squadre più forti di noi: dobbiamo restare umili»

GOVERNOLO. Là davanti è uno degli ultimi arrivati, è giovane ma ha alle spalle già diverse stagioni tra Serie D ed Eccellenza. Michael Berta è, per sua stessa ammissione, un «giocatore atipico, un vecchio numero dieci», uno di quelli in grado di cambiare il volto di una partita con una semplice giocata. E domenica, dopo l’ingresso in campo dell’ex Darfo Boario, in effetti la Governolese ha cambiato marcia, andando a vincere contro il Cazzagobornato la sua seconda partita consecutiva nel torneo di Eccellenza di quest’anno: «Siamo una squadra in grado di vincere o di perdere contro chiunque – spiega Berta, classe 1994 – ma come gruppo e come voglia non siamo secondi a nessuno. Se stiamo sul pezzo per tutti i novanta minuti possiamo giocarcela con chiunque, e le prime due vittorie stagionali, contro Brusaporto e Cazzago, ce lo dimostrano alla perfezione. Erano due match difficilissimi, lo sapevamo, ma il nostro stile di gioco, la nostra grinta e soprattutto i consigli del mister, che ci sta insegnando davvero tanto, ci hanno permesso di ottenere sei punti. Il lavoro svolto in estate sta pagando».

A livello personale è stato un inizio di stagione non semplice per Berta, costretto a vedere i primi match dalla tribuna per un problema al tallone. Ma ora l’attaccante rossoblù vuole riprendersi il tempo perduto: «Devo solo ritrovare la migliore condizione per reggere novanta minuti – spiega – in campo mi piace spaziare su tutto il fronte di attacco, senza dare punti di riferimento all’avversario. Mi sono trovato bene fin da subito a Governolo, la strada da fare è tanta ma l’entusiasmo del presidente, il valore del gruppo e la competenza di mister Bresciani, che conoscevo già pur non avendolo mai avuto come tecnico, mi ripagano in pieno dello sforzo. Non facciamo proclami, restiamo umili e consapevoli che ci sono squadre più attrezzate di noi». Come ad esempio «il Breno, partito male ma da temere, l’Adrense, l’Orceana e lo stesso Brusaporto. Come nomi forse noi abbiamo qualcosa in meno, ma come cuore siamo al top». E da adesso c’è anche un Berta in più su cui contare, una freccia che qualsiasi arciere vorrebbe avere.

Nicola Artoni

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