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“Sentire” attraverso un pallone La favola silenziosa di Rivaroli

Serie C donne. Il nuovo tecnico della Poggese, non udente, in carriera ha vinto 12 scudetti di categoria Ora è alla guida delle ragazze biancazzurre: «Aiutare il prossimo è una missione, possiamo divertirci»

POGGIO RUSCO. Un meraviglioso giro del mondo, costruito passo dopo passo partendo dai campetti di periferia per volare sopra gli ostacoli che la vita, a volte, ti costringe ad affrontare. Approdare sulla vetta del mondo e sbarcare sulla panchina di una formazione calcistica femminile. In pillole le tappe della meravigliosa favola di Lorenzo Rivaroli, da poche settimane allenatore della Poggese femminile, nella Serie C emiliana. Il giovane allenatore biancazzurro per di più combatte da sempre con la sordità, ostacolo superato brillantemente con l’ausilio dell’apparecchio acustico. Proprio da quel settore calcistico, quello riservato agli atleti con difficoltà di udito, sgorga la favola di Lorenzo Rivaroli.

I primi passi del Rivaroli calciatore, scattano sui campi della Terza categoria mantovana con le maglie, di Ostiglia, Villa Poma, Boca Juniors, Bagnolo San Giacomo, dove si mette in luce in qualità di attaccante. Un lampo che anticipa il bagliore che verrà. Il punto di svolta arriva per Lorenzo Rivaroli all’età di 24 anni: «Nel 1999 la mia storia sportiva ha trovato il suo punto di svolta. Ho conosciuto una ragazza e sono entrato nel mondo sportivo dei sordi. Prima di allora, giocavo per passione, sia da attaccante che da portiere. Dal 1999, ho cambiato ruolo sul campo di calcio: portiere in via definitiva. Sono entrato nell’avventura calcistica riservata ai sordi, affrontando il primo campionato nazionale a Bologna. Vinsi al debutto. Nella stessa città conquistai quattro scudetti consecutivi».

Gli altri trionfi arrivarono con le maglie di Napoli, Modena (5) e Torino (2), per un totale di 12 campionati italiani nel cassetto. Non è tutto, perché a premiare la caparbietà di Rivaroli è arrivata la Nazionale di categoria, e qui “Lorenzo il magnifico”, si illumina: «Ho avuto la gioia di vincere un oro europeo ad Oslo nel 1999, la soddisfazione di conquistare un argento mondiale allo stadio Olimpico di Roma nel 2001, con un secondo posto europeo a Malaga nel 2003». Avventure ed emozioni raccontate con gioia travolgente, ma a completare la favola manca ancora qualcosa. Rivaroli continua: «L’altra mia grande passione è il calcio a 5. Anche lì ho raggiunto la Nazionale di categoria, vincendo un bronzo mondiale a Sofia nel 2005».

Un giro del mondo meraviglioso, completato ora dall’approdo alla Poggese femminile e Rivaroli ha pensieri tanto dolci quanto netti verso il suo nuovo gruppo: «Sono un vincente, io non mollo mai. Ho l’obiettivo di migliorare questo gruppo e lo faremo insieme, con il lavoro. Ho sempre desiderato poter aiutare il prossimo. La Poggese mi offre la possibilità di creare persone migliori e questo voglio fare. Vorrei che le ragazze mi ricordassero per essere riuscito a giugno 2018 a creare persone migliori e non per un trofeo magari vinto. Un trofeo rimane per sempre poggiato su di una bacheca. Una persona migliore ha un valore per tutta la vita». Una favola vera. Tu chiamale, se vuoi, emozioni.

Marco Bellutti