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Asola incolore, derby al Castel d’Ario

Qualità e quantità dei bianconeri, dietro la lavagna i biancorossi che non sfruttano la superiorità numerica di oltre un’ora

CASTEL D’ARIO. Il miglior Castel d’Ario visto finora al Comunale strappa all’Asola una vittoria importantissima nel derby, un successo che può ridare morale al gruppo di mister Goldoni al quale serviva una giornata del genere. Non ne aveva certo bisogno invece l’Asola che gioca una partita spenta e non sfrutta la superiorità numerica per più di un’ora di gioco. I demeriti dell’Asola sono stati evidenti e hanno lasciato senza parole mister Gussago a fine partita perché il tecnico si aspettava molto di più dai suoi giocatori, ma lo erano anche i meriti del Castel d’Ario che finalmente gioca bene fin dal primo minuto tessendo trame sempre pericolose in attacco coinvolgendo tutti gli effettivi, da Omoregie a svariare sul fronte offensivo a Terragin, Bianchi e Formigoni a mettere costantemente pressione alla difesa biancorossa. Già dopo nemmeno un minuto di gioco è proprio Formigoni a fallire clamorosamente il vantaggio calciando alta a porta vuota, e l’Asola risponde solo con un bell’aggancio di Bonaiuto in area che favorisce l’inserimento di Viscardi, ben contrastato dalla difesa. Fin dai primi minuti è chiaro che è il Castel d’Ario a fare la partita e alla seconda occasione concretizza grazie al solito calcio d’angolo a effetto di Boschiroli e Marcolini per anticipare Terragin respinge coi pugni ma non abbastanza da rinviarla fuori dallo specchio della porta. Dopo molte giornate costretto a rincorrere in casa il Castel d’Ario si ritrova per una volta in vantaggio e a livello mentale è un toccasana, ma la gioia lascia il posto a un po’ di timore e a molte proteste quando al 29’ Rubagotti interviene in modo scomposto ma per nulla cattivo su Piccinelli che stava rinviando la palla davanti alla propria area, fallo che l’arbitro punisce con l’espulsione tra l’incredulità dei bianconeri che si aspettavano al massimo l’ammonizione.

Ci si aspetta a questo punto un Asola all’arrembaggio ma per tutto il primo tempo le squadre sembrano ancora in parità numerica con il Castel d’Ario a fare gioco e l’Asola timido, incapace di creare pericoli e che si complica le cose al 41’ quando Magri intercetta di braccio un cross di Bavelloni regalando un rigore solare ai bianconeri che Terragin trasforma calciando a fil di palo alla destra di Marcolini. Prima dell’intervallo però un rinvio di Vladov per anticipare Bonaiuto spiazza Bignardi per il 2-1 all’intervallo. La rete allo scadere ridà qualche forza in più all’Asola che nella ripresa scende in campo con più determinazione ma in attacco fa davvero poco e prima Bignardi risponde alla grande su un rasoterra di Manzoni e su un’incornata di Sandrini, e poi Ruta al 36’ calcia fuori a porta vuota su un cross perfetto di Manzoni. Il Castel d’Ario invece si difende con le unghie e si affida a qualche lancio lungo per Omoregie che trasforma in oro uno di questi firmando il definitivo 3-1 che fa esplodere la gioia di mister Goldoni e tifosi e lascia l’amaro in bocca all’Asola per una partita davvero poco positiva.

Lorenzo Fracassi

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