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Beato (o dannato) Cesarini. Quando il finale è decisivo

L’analisi. Ben 11 reti allo scadere nell’ultimo turno di campionato: Florez salva il Suzzara a Pomponesco, dolori per Castellana e Casalromano

MANTOVA. Era il 13 dicembre del 1931, la partita Italia-Ungheria. L’oriundo Renato Cesarini segna a pochi secondi dallo scadere e da quel momento in poi diventerà una leggenda. I cronisti ribattezzano gli ultimi minuti di gioco la Zona Cesarini, quel frangente in cui tutto può cambiare se l’uomo giusto trova il modo di infilare il portiere. Di anni (e di gol allo scadere) ne sono passati tanti, ma i frangenti conclusivi delle partite stanno diventando sempre di più fondamentali nei match. La prova sta nell’ultimo turno di campionato, con ben 11 marcature decisive arrivate quando l’arbitro ormai aveva il fischietto in bocca per mandare tutti sotto la doccia.



Seconda categoria. Un solo gol nel finale, ma molto importante. Il Borgo Virgilio ha espugnato Acquanegra con un rotondo 0-3, ma quello che il risultato non dice è che gli uomini di Manzini hanno sofferto nel finale. Ci ha pensato Halili a 2 minuti da recupero a chiudere i giochi.

Terza categoria. Anche qui raffica di gol a tempo scaduto. Quello di Messedagli (Robur Marmirolo) è servito a completare la goleada contro l’Ostiglia; quello di Gavioli (Boca) ha risolto la contesa con la Mantovana; quello di Gottardi (Emporio Busatta Rodigo) è servito per un prezioso pari in quel di Sustinente.