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A Mantova cresce sempre di più la voglia di basket

La rubrica del capitano degli Stings

MANTOVA. Oggi non vorrei parlare di pallacanestro, di partite o di aspetti tecnici. Mi piacerebbe raccontarvi e farvi capire come un giocatore vede la città in cui si trova a vivere nel quotidiano. Chi come me fa questo mestiere e su questo costruisce la sua carriera sa che è una professione itinerante, legata a mille fattori e dinamiche. Il che non ha quasi mai connotati negativi ma, anzi, per me è uno degli aspetti più affascinanti del nostro lavoro.

Avere la possibilità di vivere in luoghi diversi e conoscere sempre tante persone rappresenta un arricchimento personale, per questo mi sento fortunato e cerco di sfruttare al massimo queste occasioni di vita, girare, visitare, assorbire ogni sfumatura o angolo della città che mi ospita, incontrare nuove abitudini e modi locali. A Mantova, in particolare, la voglia di pallacanestro è cresciuta in maniera esponenziale negli anni e, vivendo la città, noi giocatori ci rendiamo conto di come la gente ci segua e ci riconosca sempre con grande affetto.

Una battuta, una parola, una risata, piccole cose che ci fanno stare bene, ci fanno sentire "a casa" e noi non siamo che felici di questo.

Oggi non vorrei parlare di pallacanestro ma farvi riflettere su tutto questo, un aspetto meno sportivo ma più umano e personale. Stare a Mantova è molto piacevole e a dirvi la verità inizio a sentirmi un po’ mantovano anch'io dopo questi tre anni vissuti qui. Forza Stings. Sempre.


 

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