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Basket, sì allo ius soli Deroga in Campania al Tam Tam Under 14

NAPOLI. Per il lieto fine definitivo è solo questione di giorni, il tempo che i tecnici della Fip mettano nero su bianco la deroga. Ma il via libera di fatto c'è già ed è stato annunciato dal...

NAPOLI. Per il lieto fine definitivo è solo questione di giorni, il tempo che i tecnici della Fip mettano nero su bianco la deroga. Ma il via libera di fatto c'è già ed è stato annunciato dal comitato regionale della Federbasket. I ragazzi del “Tam Tam”, squadra composta dai figli degli immigrati africani nati e cresciuti a Castelvolturno (Caserta) ma privi della cittadinanza italiana, potranno partecipare al campionato giovanile under 14 regionale in deroga al regolamento che dispone che ogni team non possa schierare più di due cittadini stranieri.

È la soluzione a un caso, che era scoppiato oltre un mese fa, e che aveva fatto discutere l'opinione pubblica approdando anche sul tavolo di Governo e Parlamento. «È una vittoria di tutto lo sport» - esulta coach Massimo Antonelli, che ha ricevuto la notizia dal presidente del comitato regionale della Federbasket Manfredo Fucile. Probabilmente la prima giornata di campionato salterà per ragioni burocratiche, il tempo necessario per esaminare la documentazione degli undici ragazzi in squadra, tutti figli di immigrati. Non stiamo nella pelle - prosegue coach Antonelli - dovremmo esordire sabato 18 in casa, una giornata dopo gli altri, ma va bene così. E anche se siamo un pò in ritardo rispetto alle altre squadre, per noi conta esserci più che vincere».

La soddisfazione di Antonelli va oltre il fatto sportivo in sè: «Penso che non sia solo una vittoria mia - spiega il tecnico della formazione campana - ma per tutto il movimento e per tutti i ragazzi che di fatto sono italiani pur non avendo la nostra cittadinanza. Siamo felicissimi, ringrazio tutti i dirigenti del Coni e della Fip che hanno compreso il nostro caso, il ministro Lotti, i media che ci hanno appoggiato con passione e i tanti che hanno spinto la cosa sui social capendo che parliamo di ragazzi che sono italiani a tutti gli effetti per nascita, lingua e costumi. E che - conclude il coach aprendosi in un sorriso - parlano pure napoletano».

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