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Bianc e da Ros. La regina è inarrestabile Dinamica ko a testa alta 

L’ala forte giuliana assoluto protagonista, gli Stings reggono per tre quarti

MANTOVA. Peccato Dinamica, di più non si poteva fare: vincere sarebbe stato bellissimo, ma serviva probabilmente un mezzo miracolo e qualche fischio in più da parte degli arbitri. Giocare alla pari contro Trieste praticamente per tutto il match è già un gran risultato per i ragazzi di coach Davide Lamma, soprattutto in una giornata terribile al tiro da fuori (5/27) e contro un Da Ros in stato di grazia: è stato il migliore dei suoi per punti, rimbalzi e assist, completamente immarcabile. Risultato: 74 a 84

Dopo tre sconfitte, affrontare la squadra giuliana è la cosa peggiore che ti possa capitare. Sono costruiti per la serie A e – se non accadranno cataclismi da qui a giugno – ci andranno con una certa scioltezza. Non solo hanno un roster in cui quantità e qualità abbondano a dismisura: sono un progetto costruito nei minimi dettagli che non ha eguali in questo campionato, neppure a Bologna o Treviso. Le partite contro di loro hanno un andamento piuttosto tipico: la sfortunata che se li trova davanti prova a resistere per il massimo tempo possibile, con la consapevolezza che dovrà giocare costantemente oltre il proprio 100%, perché appena cali un attimo loro ti salutano e ci vanno giù a valanga.

Più o meno è quello che accade anche alla Dinamica, che entra in trincea con grande determinazione e concentrazione, sapendo che c'è da lottare e che ogni pallone sarà una faticata. Tiene botta alla grande per più di 30', mostrando qualità che sarebbe bello vedere sempre, anche in gare più abbordabili. Poi purtroppo il film non cambia: quando la benzina finisce, le differenze emergono e la sconfitta diventa destino ineluttabile. Trieste inizia non sbagliando nulla, e quando capita riesce sempre a rifarsi con secondi tiri: basta un attimo ed è già 5-12, con i canestri di Da Ros e Green. L'ex-Verona riesce a segnare in qualsiasi condizione, anche fuori equilibrio.

Con i suoi dieci punti, Trieste chiude avanti il primo quarto, ma la Dinamica regge (20-28): è un segnale importante, perché nel secondo quarto gli Stings si trasformano, capendo che per fare paura alla squadra di coach Dalmasson bisogna aumentare al massimo intensità e fisicità. È la difesa che infonde fiducia: i giuliani non segnano più e la Dinamica può ricucire il divario, arrivando addirittura al sorpasso con Moraschini (31-30). Con Trieste non basta, devi restare lì, prima di tutto con la testa: Jones e compagni lo fanno, in una partita che vira sempre di più verso il rubgy, nonostante gli arbitri cerchino di mantenerla sotto controllo fischiando antisportivi a ripetizione.

Non entrano le triple per la Dinamica, ma pazienza: limitando le palle perse e comandando sorprendente in area (27-18 nei rimbalzi), gli Stings chiudono avanti il primo tempo. Al rientro non cambia nulla: la squadra mantovana a tratti impone il proprio ritmo alla capolista, impedendole di straripare con il suo consueto gioco in velocità. Nella metà campo gli Stings possono far valere muscoli e chili del duo Candussi-Jones, anche se contro Da Ros pare non esistere antidoto. Gli altri ogni tanto sbagliano, lui praticamente mai: a fine terzo quarto ne ha già 28, i suoi sono avanti di 6 (55-61) e la Dinamica comincia a cedere. La resa, ma con onore, arriva nell'ultimo parziale: quando – oltre a Da Ros – ci si mette pure Janelidze a sparare dalla lunga, non sai più da che parte girarti. Gli Stings non mollano, ma ormai lo svantaggio è sulla decina e non lo ricuci più.

Alberto Mariutto

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