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Lamma rende onore ai rivali: "Loro perfetti"

Il coach: "Siamo rimasti a contatto in avvio. Ho visto l'attenzione giusta, ma non è bastato"

MANTOVA. La sirena finale ha sancito la quarta sconfitta consecutiva degli Stings, ma nelle parole di Davide Lamma il ko ha tutt’altra consistenza rispetto ai precedenti. Trieste è la squadra più in forma del campionato e quella con la striscia aperta più consistente.

Ieri è stata trascinata da un gigantesco Matteo Da Ros (33 punti, 38 di valutazione, 7 rimbalzi e 5 assist, il migliore dei suoi in ben quattro categorie). Ecco quindi che nel complesso la definizione di sconfitta onorevole, che mantiene comunque un sapore amaro, si accosta perfettamente a ciò che gli Stings hanno fatto vedere nel corso dei quaranta minuti. Di più era davvero razionalmente difficile aspettarsi. Significativo come una delle prime affermazioni di coach Lamma sia stata «contro questa Trieste forse anche la partita perfetta non sarebbe stata sufficiente».

L’analisi poi del coach prosegue con la disamina della sfida: «Dobbiamo lavorare ancora di più, sebbene i ragazzi lavorino tantissimo - prosegue il coach biancorosso -, prendere 23 rimbalzi in attacco e non riuscire a mettere la testa avanti per davvero è abbastanza indicativo. Complimenti a tutta la loro squadra e ovviamente a Da Ros, in questo momento è uno dei giocatori italiani migliori in circolazione, A1 compresa, per comprensione ed efficacia. Trieste ha giocatori che in qualunque momento possono dare una spallata alla partita, sono primi meritatamente e giocano in una maniera al limite della perfezione. Noi abbiamo giocato con l’attenzione richiesta, loro però hanno la capacità di cucinarti per quaranta minuti».

«Sono soddisfatto di come abbiamo tenuto fede al nostro piano partita, poi è chiaro che non è sempre tutto prevedibile: eravamo molto attenti alle capacità di distribuzione dei palloni di Da Ros e lui ne ha fatti 33. Quindi è sempre un bel rebus capire cosa concedere. All’inizio siamo comunque stati lì, loro sono stati bravi a mettere canestri difficili che nascono da un evidente stato di fiducia, poi però bisogna metterli e loro li hanno messi. Noi qualcuno, ma tanti altri no. Per quanto riguarda il piano partita sui singoli giocatori abbiamo fatto, come spesso ci succede, un lavoro efficace, ma è ovvio che contro una squadra come Triste non è bastato». Adesso due trasferte, Jesi e Montegranaro.

Leonardo Piva

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