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Castiglione, un piede è già in Promozione grazie ai “cugini” Sdl

Prima categoria. Divario netto rispetto alle concorrenti Rapporti sempre più stretti con il Rezzato anche in futuro

CASTIGLIONE. Il nuovo corso del Castiglione è iniziato per davvero: dopo una fisiologica stagione di apprendistato la nuova società guidata dal patron Alberto Garbisi ha gettato le fondamenta per la rinascita del calcio aloisiano, scottato dalla rinuncia al ritorno in Lega Pro di tre anni fa. Le ambizioni del club di via Lonato sono parse chiare fin da inizio estate con il tentativo di aggiudicarsi un titolo sportivo per risalire dalle secche della Terza categoria. Si è parlato di acquisti o fusioni che avrebbero addirittura proiettato i rossoblù in Eccellenza (Orsa e Castellana) o Promozione (sfumata l’ipotesi Dak). Alla fine ci si è dovuti “accontentare” della Prima categoria ottenuta in seguito all’accordo col Sarginesco.

Ha fatto seguito un mercato faraonico in cui è stato evidente il forte rapporto tecnico tra il club rossoblù e l’Area Rezzato, società di Serie D di proprietà della bresciana SDL. D’altronde il legame con l’azienda di servizi degli ex proprietari del Mantova è ben rappresentato, oltre che dal logo SDL sulle maglie, dalla presenza nel sodalizio castiglionese di Stefano Pigolotti. Un trait d’union che ha permesso al Castiglione, in fase di mercato, di avere un canale privilegiato con il Rezzato, che ha rivoluzionato la rosa per provare a vincere in D: i giocatori in uscita dal progetto bresciano hanno sposato la causa del Castiglione firmando accordi biennali, convinti dalla voglia di risalire della piazza e allettati dall’idea di non perdere per strada il buon rapporto con i compagni. Il Castiglione in effetti viaggia da schiacciasassi verso il salto in Promozione e tutto fa pensare che ci arriverà con una squadra già rodata e all’altezza del nuovo campionato. Il rapporto con Area Rezzato ed SDL potrebbe però non essere limitato, in futuro, all’aspetto tecnico. Non è un segreto che i bresciani puntino allo sbarco tra i professionisti: in un girone di ferro come il B di Serie D si sta fatalmente rivelando difficile (il Rezzato è a -6 dalla capolista Darfo) ma le ambizioni sono chiare. In caso di sbarco in C potrebbe diventare d’attualità l’ipotesi di condividere a domeniche alterne con il Castiglione lo stadio Ugo Lusetti, unica struttura nel raggio di parecchi chilometri (escludendo gli impianti di Brescia e Mantova) in grado di rispondere con pochi e veloci interventi ai requisiti della Lega. Intanto il pubblico aloisiano è tornato ad ammirare una prima squadra che punta in alto ed un vivaio che inizia a dare i primi risultati. Segnali di ripresa che, fino a un paio d’anni fa, sembravano lontani anni luce.

Davide Casarotto

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