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La Dinamica non si ferma. Brownridge è il suo re 

Un canestro dello statunitense piega Imola a due decimi dalla sirena: 82-80

MANTOVA. Prendiamola così: più una vittoria è sudata e più te la godi. Quando vinci con un canestro allo scadere, all'improvviso il mondo diventa bellissimo e ti dimentichi in un istante tutte le imprecazioni che hai esternato fino a quel momento, vedendo la tua squadra buttare al vento un vantaggio rassicurante ed una potenziale vittoria in tranquillità.

Se gli Stings volevano fare un bel regalo di Natale ai propri tifosi, anche se con un leggero anticipo, ci sono riusciti benissimo con il canestro di Brownridge ad appena due decimi dalla fine della gara con Imola, che ha regalato alla squadra mantovana la quarta vittoria consecutiva. Un regalo che il pubblico mantovano si è meritato ampiamente, avendo rischiato di lasciare al PalaBam non solo l'ugola, ma le proprie coronarie: ancora una volta la Dinamica ha dato vita ad una gara spettacolare ma discontinua, e per questo ricca di colpi di scena. Che gli Stings al momento non abbiano ancora raggiunto la maturità per controllare una partita dall'inizio alla fine, o per amministrare un vantaggio anche in doppia cifra, ormai si è capito.

Però è altrettanto chiaro che questa squadra ha una fame di vincere come poche altre, che non molla mai e difficilmente si scoraggia quando la gara si fa dura. Così è successo nell'ultimo possesso, quando Imola è rientrata per l'ennesima volta in pochi minuti, dal -9 all'80-80 (tripla di Bell) quando mancavano appena 29" dalla fine. Nell'ultimo attacco gli Stings hanno mostrato una determinazione che forse non ti aspetti da un gruppo così giovane. Due errori al tiro, due rimbalzi in attacco, quindi la parabola vincente di Brownridge: solo se ci credi, ti avventi con questa foga su ogni pallone. Solo se sei in fiducia, ti prendi il tiro della vittoria dopo una gara mediocre come quella che aveva giocato la guardia Usa degli Stings: aveva sbagliato tanto e non era riuscito ad incidere, ma nel momento decisivo ha saputo fare la differenza. Non parliamo di fortuna, perché fare la cosa giusta nel momento giusto, soprattutto quando c'è grande pressione, significa aver lavorato a fondo, settimana dopo settimana.

Non è fortuna conquistare la quarta vittoria di fila, consolidando la sesta piazza per potersi giocare fino all'ultimo l'accesso alle finali di Coppa Italia. Significa aver fatto dei grandi passi avanti da inizio campionato, da quando – dopo quattro sconfitte di fila – si iniziava a temere una crisi inarrestabile. Ottimismo, quindi, ma anche grande realismo. I limiti sono evidenti e su quelli bisogna lavorare: Imola è una buona squadra, ma la sensazione che la Dinamica potesse scrollarsela di dosso molto prima è stata evidente in moltissime fasi della gara. Ogni volta che i ragazzi di Lamma riuscivano ad alzare il ritmo e a giocare in velocità, scappavano via: sia nel contropiede primario, sia in transizione, con pochissimi passaggi si arrivava sempre a canestro. Ma sono mancate la continuità e la capacità di essere ugualmente incisivi nel gioco a metà campo. Le percentuali da fuori non hanno aiutato, e Imola ne ha approfittato: gli Stings hanno tirato addirittura 36 volte da tre – contro le 28 da due punti – con un misero 28%.

La differenza l'ha fatta come sempre il gruppo, che si è compattato, ha tirato giù 40 rimbalzi (contro i 30 imolesi), ha chiuso in difesa e ha voluto ad ogni costo quel canestro finale.

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