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Il Mantova si scopre capolista ma solo lontano da casa

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Il Mantova si scopre capolista ma solo lontano da casa

Nessuno tiene il passo di Correa & C. nelle gare in trasferta: 6 vittorie e 23 gol. Il problema resta il Martelli, dove emerge la difficoltà a bucare difese chiuse

MANTOVA. Il fatto che il Mantova in trasferta abbia uno score apprezzabile non è certo una novità assoluta, ma con il passare delle settimane il dato acquisisce sempre maggior peso. A Montebelluna, infatti, i biancorossi hanno centrato la sesta vittoria stagionale lontano dal Martelli e sono saliti in vetta nella classifica che tiene conto soltanto delle partite giocate in trasferta. Nessuno ha vinto quanto Correa e compagni e nessuno è riuscito a segnare più dei 23 gol dell’Acm, che fuori casa tiene la media di 2,3 reti a partita.

Per contro, le note dolenti arrivano quando si passa ad analizzare il rendimento interno della squadra, con appena 15 punti conquistati in dieci match, sole 4 vittorie all’attivo (più 3 pareggi e altrettante sconfitte) e appena 14 gol segnati. Un rendimento da ottavo posto in classifica, lontano anni luce da quello delle big Campodarsego (+12), Virtus Verona (+10) e Arzignano (+8), ma anche da quello dell’Este (+8).

Al Martelli il Mantova non vince da due mesi: l’ultimo successo risale al 26 novembre, quando i biancorossi rifilarono un 2-1 all’Adriese con reti di Speziale e Correa. Poi sono arriva due pareggi contro Ambrosiana e Cjarlins Muzane. Di quella che appare come una “sindrome” da Martelli si parla ormai quasi dall’inizio della stagione, ma è chiaro che numeri così diversi non possono essere spiegati soltanto con la presunta pressione psicologica che la squadra accusa nelle gare interne.

Di certo nel conto vanno messe le caratteristiche tecniche del Mantova, che ha sempre dimostrato di sapersi esprimere molto meglio contro avversari disposti a giocare a viso aperto. Perfino domenica a Montebelluna, del resto, le due reti biancorosse sono arrivate con ripartenze che sfruttavano bene gli spazi. Quando invece c’è da sfondare difese molto abbottonate, il Mantova fatica di più. Guazzo, appena arrivato, è infatti l’unico, vero attaccante d’area della rosa. Da lui dunque (finora 2 gol in tre partite) ci si attende un contributo importante in tal senso. Qualcosa di più si spera arrivi poi dai difensori, che potrebbero sfruttare la loro stazza sulle palle inattive e assicurare qualche gol pesante.

Di certo, per puntare in alto bisognerà cambiare passo al Martelli. «Siamo condannati a vincere - dice il dirigente Gianluca Pecchini - e a sperare nei passi falsi delle rivali. L’obiettivo minimo sono i playoff, ma non ci poniamo limiti. Andiamo avanti con serenità e compattezza, senza farsi prendere dall’impazienza. A marzo guarderemo la classifica e vedremo dove si può arrivare».

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