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Barone: «Sogno una vita all’Acm come Spinale»

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Barone: «Sogno una vita all’Acm come Spinale»

La punta: «Io alla Cuadrado? I compagni mi  hanno preso in giro, ma gioco anche in porta»

MANTOVA. Napoletano verace e di provata fede azzurra («abito di fronte al San Paolo» dice), Vincenzo Barone è arrivato a dicembre dal Legnago degli ex Mario Pretto e Manuel Spinale. L'idea era di rinforzare il reparto offensivo con un attaccante veloce, forte fisicamente e che vedeva la porta (11 reti lo scorso anno con la maglia dei veronesi).

Strada facendo, però, mister Renato Cioffi si è accorto di avere trovato nel 22enne partenopeo (lunedì compirà 23 anni) anche un atleta duttile, addirittura in grado di fare l'esterno nel 3-5-2. Ruolo per il quale il tecnico si è sbilanciato intravvedendo per lui un futuro ancora più roseo, facendo le debite proporzioni “alla Cuadrado”. «Io giocatore alla Cuadrado? I compagni mi hanno preso in giro per le parole del mister - sorride Barone - anche se naturalmente i complimenti fanno sempre piacere. Se devo essere sincero, è la prima volta che un allenatore mi utilizza da quinto ma se posso dare una mano al Mantova gioco anche in porta. Domenica scorsa è andata bene, anche al di là delle aspettative: è chiaro che se dovesse diventare il mio ruolo fisso dovrei migliorare la fase difensiva, essendo sempre stato schierato da centrocampo in su».



Intanto ieri pomeriggio nella breve partitella sul “Dante Micheli” Cioffi ha ripetuto l'esperimento, stavolta sulla fascia destra.

In ogni caso Barone in questo suo primo periodo biancorosso ha tenuto fede anche ai suoi doveri di attaccante, realizzando 2 gol in 6 gare e fornendo anche un assist al bacio per Guazzo a Montebelluna.

«Ho sempre fatto la punta, sin da bambino nelle giovanili del Napoli - spiega - anche se devo crescere sotto l'aspetto caratteriale. Talvolta ho sentito in maniera eccessiva la responsabilità di fare gol e questo forse mi ha penalizzato in qualche circostanza. Ma io vorrei che Mantova per me fosse un nuovo punto di partenza: mi piace la città, sono in una società che non ci fa mancare nulla, il gruppo è stupendo e pure i tifosi sono caldi come quelli del mio Sud. Mi piacerebbe fermarmi qui a lungo e magari, come il mio ex mister Spinale, contribuire a far tornare in alto questo club».

E, a proposito del “Pitbull”, recordman di presenze nella storia dell'Acm, Barone ha parole dolci: «L'ho avuto soltanto qualche mese ma credo abbia i mezzi per farsi strada anche come allenatore. Perché ha le idee chiare e sa rapportarsi con i giocatori».

Tra passato e futuro, adesso c'è il presente che vede il Mantova prepararsi a un rush finale per arrivare il più in alto possibile in classifica. Dove? «Pensiamo a preparare una partita alla volta - dice Barone - , a cominciare da quella di Abano: da affrontare al massimo della concentrazione perché, giocando contro l'ultima in classifica, in realtà noi abbiamo soltanto da perdere. Poi il girone veneto è molto equilibrato e quindi potrà accadere di tutto. Quanti gol mi pongo come obiettivo? Diciamo almeno 5 ma senza porre limiti alla provvidenza... Io sono cattolico praticante e ogni volta che segno, oltre a mia madre Marianna, ringrazio Dio. Ma sono anche scaramantico, da buon napoletano - conclude Barone -, dunque preferisco non sbilanciarmi troppo».

Alberto Sogliani
 

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