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BASKET A2

Prandi chiede tempo per gli Stings

Basket A2. Il presidente e la caduta di Treviso: «Preso Legion perché crediamo fortemente nell’obiettivo dei playoff»

MANTOVA. Domenica si è materializzata in tutto e per tutto una versione a tinte biancorosse della famosa “legge di Murphy”: se qualcosa può andar male, andrà male. Gli Stings hanno incassato a Treviso la terza sconfitta consecutiva, sfilacciandosi nel finale come a Ferrara e tornando a casa con 17 punti di passivo (la settimana si è quindi chiusa con un deficit di 51 punti). Le dirette inseguitrici ne hanno subito approfittato: Imola ha battuto Orzinuovi 90-84 e Ferrara ha certificato la propria risurrezione mandando al tappeto Udine 92-77 e così in soli sette giorni si è quindi divorata il divario di sei punti che aveva nei confronti della Dinamica Generale e ora può fare leva sulla migliore differenza canestri negli scontri diretti (ieri sera poi Jesi, altra squadra a -2 dagli Stings, era di scena a Bergamo).

C'è un aspetto positivo? Da qui alla fine della regular season ci sono in palio ancora 18 punti, un’enormità considerando che a cavallo della griglia playoff ci sono otto squadre in quattro punti, per cui le variabili di risultati, calendario e incastri sono davvero tanti. I verdetti sono ancora lontanissimi: i playoff erano tutt’altro che sicuri prima e sono tutt’altro che perduti ora.

«In primis dobbiamo considerare che Treviso è una squadra che costa almeno il 30% più della nostra. Questa differenza di budget, e quindi della profondità di roster, si è vista e specialmente nel secondo tempo - precisa il presidente Marco Prandi -. Mi spiace constatare molta negatività intorno ai ragazzi: sappiamo che è una squadra costruita basandoci su un progetto di 2/3 anni e, fino alla partita contro Ferrara, aveva convinto tutti per l’atteggiamento caparbio, al di là dei singoli errori tecnici. Atteggiamento che ho rivisto contro Verona e Treviso. La squadra poi è stata ritoccata con Legion perché società e staff tecnico sono fortemente concentrati sull’obiettivo playoff e siamo tutti convinti che l’arrivo di Alex possa permetterci qualche sicurezza in più. Brownridge aveva un gioco monodimensionale e una scarsa attitudine al miglioramento individuale. Stiamo trattando la risoluzione del contratto ma la trafila si sta rivelando più complicata del previsto. Mi aspetto un po’ più di affetto da parte del pubblico, sapendo che squadra e società possono sbagliare e la critica fa parte del gioco, ma da due o tre anni a questa parte stiamo competendo ad armi pari con piazze di ben altra tradizione e blasone. Quindi ci meritiamo tutti maggior rispetto».


 

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