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Motocross, Cairoli torna a Mantova sognando il Mondiale 2019

Motocross. Il 18 febbraio al Migliaretto la terza e conclusiva tappa degli Internazionali d’Italia con la passerella dell’iridato

MANTOVA. Il copione è intrigante, la trama spettacolare, il finale più incerto che mai. Di sicuro però c'è che domenica 18 febbraio al Migliaretto si sfidano gli ultimi tre campioni del mondo della MxGp: Tony Cairoli, il cannibale del motocross all'assalto del decimo titolo iridato, e i suoi antagonisti Tim Gajser (al debutto stagionale) e Romain Febvre, gli unici capaci di interrompere l'egemonia planetaria del siciliano iniziata nel 2009.

Poco importa che il terzo atto degli Internazionali d'Italia, dopo quelli di Riola Sardo e Noto, abbia già consegnato il titolo di Supercampione nelle mani di Cairoli: il pilota del team Red Bull Ktm ha centrato la doppietta in Sardegna davanti all'inglese Anstie mentre in Sicilia si è garantito la manche di finale lasciando a Febvre la Mx1, dopo essere stato rallentato da un'incomprensione con un doppiato.

E' anche vero che la giornata mantovana ha la sola valenza di gara premondiale ma la portata dell'evento (200 moto al via tra Mx1, Mx2 e 125) e lo spessore dei protagonisti fanno della tappa conclusiva degli Internazionali una competizione di livello elevato che promette spettacolo ed emozioni. Senza dubbio superiore alle ultime edizioni dello Starcross (il canto del cigno fu nel 2015), la premondiale "inventata" dai soci del Motoclub Mantovano che visse anni ruggenti ma chiuse in netto declino, strozzata da budget risicati, dalla globalizzazione del calendario mondiale e dalla volontà dei vertici del motocross internazionale di scopiazzare i difetti del Motomondiale.

Nella presentazione ufficiale in Comune, oltre a illustrare perché gli appassionati domenica non dovrebbero perdersi i duelli sul fondo sabbioso virgiliano, sono stati gli stessi artefici del sogno a dischiudere l'eventualità che il tracciato torni a ospitare un Gp del Mondiale, il prossimo anno, in coincidenza del riconoscimento di Mantova quale città europea dello sport.

L'auspicio giunge dall'assessore alla mobilità Paola Nobis: «Le gare internazionali danno lustro alla nostra città, portando pubblico e generando grande interesse. Siamo orgogliosi di ricevere su un circuito tecnico e spettacolare i campioni del motocross. Ed è per questo che pensare a una tappa iridata nel 2019 è legittimo e sarebbe l'ennesima importante vetrina per una sede che già in passato si è dimostrata all'altezza». L

'appassionato organizzatore Giovanni Pavesi vorrebbe provarci ancora, dopo 9 edizioni iridate ospitate nella sua Mantova tra il 1991 e il 2016, con le denominazioni di Gp d'Italia o di Lombardia, ma conosce le difficoltà del percorso: «Il Mondiale è molto impegnativo e necessita di un budget di gran lunga superiore a quello che è servito per la gara di domenica. Tuttavia ci stiamo muovendo. Ogni ente deve essere disposto a contribuire sotto l'aspetto economico, dalla Regione al Comune, a tutti i nostri sponsor».

Meglio non correre tanto lontano, anzi sì, concentrandosi però sugli Internazionali. Quaranta le Mx1 iscritte, 80 le Mx2, altrettanto le 125, da scremare nei turni di qualifica ai 40 finalisti. Al via anche due mantovani: l'affermato cannetese Simone Zecchina in Mx2, che punta al podio, e il 14enne Gioele Bosio da Marcaria, nella cilindrata più piccola. Pare sia un predestinato, il padre lo chiamò così in onore del campione Joel Smets.


 

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