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«Nei playoff siete destinati a esserci»

Il pronostico dell’ex Pretto: «Barone e il capitano sono gli elementi più temuti»

LEGNAGO (Verona). Mario Pretto è fra i tantissimi ex che vivranno la sfida fra Legnago e Mantova in modo speciale. L’ex ds biancorosso, lasciato viale Te, si è accasato alla società veronese nel 2008 e da allora è fra i più attenti esperti del girone veneto. Prova ne sia il pronostico del 12 agosto quando Pretto indicò in Campodarsego, Virtus, Arzignano e Belluno le candidate alla serie C. «Rispetto a quanto pronosticato in estate - dice Pretto - all’appello manca il Belluno, che aveva iniziato con 3 vittorie su 3 e che nei fatti ha un organico competitivo. Le altre stanno rispettando il copione, il mio Legnago è stato cambiato molto in dicembre, credevamo di essere a posto ma c’era necessità di innesti. Il Mantova sta percorrendo una strada complicata, le rivoluzioni d’organico non portano allo spirito di gruppo e di sacrificio che è fondamentale. La squadra di Cioffi può raggiungere i playoff, è indubbia la qualità del suo organico».

Pretto valuta in modo positivo la classifica di Zanetti e compagni: «All’inizio avremmo sottoscritto la possibilità di vivere senza l’ansia di stare troppo vicini alla zona playout. La sola difficoltà imprevista viene da un cammino di alti e bassi, che fortunatamente non ci ha fatto finire nelle zone pericolose della classifica».

A giudizio dell’ex dirigente biancorosso il campionato è quantomai equilibrato: «Questa situazione è destinata a essere ribadita anno dopo anno, non esistono più le squadre che si allenano poco e male. La professionalità delle società e dei singoli è ormai buona ovunque e può capitare, come a noi, di dare sei gol a quell’Abano che ha fermato sul 2-2 una Virtus capace di darci 3 gol al Sandrini». Pretto rivolge poi un suggerimento a chi come il Mantova punta a migliorare la sua classifica: «Solo vivendo alla giornata ed evitando rigorosamente scalette, tabelle e numeri si raggiunge l’obiettivo». Per il big match di domani il dirigente teme due biancorossi in particolare: «Barone, perchè è un ex, e Correa perchè è il simbolo della vostra squadra».

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