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BASKET A2

Bellelli: «Vorrei la Dinamica come il Chievo»

La vice presidente: «A Trieste fatto il possibile, il club punta a una gestione oculata di mezzi non esagerati»

MANTOVA. Nessuno strascico in casa Stings dopo il ko a Trieste, il quarto in cinque giornate. La squadra, pur giocando a intermittenza, ha retto il colpo ed è riuscita a uscire a testa alta: aspetto tutt’altro che secondario considerando che è stato tenuto a riposo Moraschini per tutta la partita.

«Sono soddisfatta, abbiamo disputato una buona gara - afferma la vice presidente e responsabile area tecnica Silvia Bellelli - non è facile tenere testa a una corazzata come Trieste, costruita per raggiungere la promozione. Abbiamo subito un break importante ma abbiamo reagito rimontando da -20 a -6. Trieste è una squadra che punisce ogni minimo errore, con grande capacità di arrivare a canestro e con giocatori di altra categoria. Abbiamo fatto il possibile, con buone valutazioni finali e cinque giocatori in doppia cifra».

Dopo la pausa per l’imminente Coppa Italia, arriverà il momento di due sfide importantissime: Jesi e Montegranaro. Ottanta minuti di possibile spartiacque nella cosa ai playoff? La dirigente propone una panoramica più ampia.

«Il doppio incontro non lo vedo come uno spartiacque - afferma - tutto dipende da cosa ci si aspetta dalla stagione. Il nostro è un progetto a lungo termine: abbiamo creato una squadra di giovani promesse che possa diventare lo zoccolo duro delle stagioni a venire. Prendiamo come esempio Trieste: sono cinque anni che la società, Dalmasson e il suo staff lavorano a questo progetto. Noi ogni anno siamo all’anno zero, ricominciamo tutto da capo. Vorrei diventare, per fare un paragone calcistico, non la Juve o il Milan, ma il Chievo, che da 16 anni milita ininterrottamente in Serie A grazie a una gestione oculata di mezzi non esagerati. Il basket a Mantova ha radici profonde ma un pubblico non ancora abituato alla sconfitta. Dovrebbe abituarsi al divertimento, innamorarsi di un gruppo di ragazzi che non molla mai. A ogni ko avverto un sacco di commenti negativi: giocatori presi di mira e allenatori che in una gara si trasformano da fenomeni a incapaci. Abbiamo già da mesi la certezza di poter essere ancora in A2 la prossima stagione, continuiamo il progetto e avviciniamo il pubblico. Siamo alla continua ricerca di risorse ma non dobbiamo dimenticare che la risorsa maggiore dello sport è il pubblico. Noi incassiamo in una stagione quello che Bologna, Treviso o Trieste incassano in 2 gare di playoff».

Leonardo Piva
 

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