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La Dinamica cade ancora. È l’addio al sogno playoff

Montegranaro vince dopo un supplementare, gli spareggi sono un miraggio

MANTOVA. Serviva una scossa. È arrivata. Non è bastata. Sono necessarie tre semplici frasi per riassumere la gara messa in campo domenica dagli Stings, usciti sconfitti (85 a 91)  per la terza volta di fila, seconda consecutiva davanti al pubblico del PalaBam. La matematica ancora non condanna, ma è chiaro a tutti che i playoff sono un sogno che si sta facendo sempre più rarefatto e impalpabile.

Fortuna vuole che abbiano perso Ferrara, Jesi e Imola, cioè le tre avversarie dirette della squadra mantovana: ma le gare alla fine sono sempre meno e troppi i punti buttati. Come Jesi la domenica precedente, stavolta è toccato alla Poderosa tornare nelle Marche con il referto rosa della vittoria e tanta gioia per l'impresa realizzata. Alla Dinamica resta solo tanta amarezza, che non può essere compensata dalla consapevolezza di aver saputo reagire con forza nel momento peggiore del match, rimettendo in piedi (e rischiando di vincere) una gara che sembrava irrimediabilmente perduta.

Prevedere tutto questo era davvero difficile a metà partita, vista la prestazione davvero povera degli Stings, sia a livello qualitativo che quantitativo: sotto di dieci lunghezze (35-45), completamente in balia degli avversari, terribilmente imprecisi (38% da due e 15% da tre), i ragazzi di coach Lamma sembravano mentalmente scarichi e privi di energie. Insomma, il fondo sembrava ormai toccato: Powell, Corbett e Amoroso stavano semplicemente dominando, con la pallacanestro che meglio conoscono e che ha portato la Poderosa ai vertici della classifica.

In quel momento la Dinamica è rinata: qualcosa è cambiato nelle teste di questi ragazzi, che hanno lavorato durissimo in palestra dopo la brutta sconfitta con Jesi. Alex Legion ha finalmente iniziato a giocare all'altezza del suo nome, Bobby Jones – apparso in grande difficoltà nel confronto con Powell – è tornato ad essere decisivo con le triple e il lavoro in mezzo all'area. Candussi è uscito dal grigiore di questo momento difficile, sciorinando giocate importanti.

Vencato ha preso in mano la gara con grande determinazione, piazzando anche canestri pesanti dalla media e dalla lunga, oltre alla solita collezione di assist. Il jolly è arrivato da chi non ti aspetti, Matteo Ferrara: sono le sue giocate – tra cui un 2+1 e una tripla dall'angolo – a decretare l'aggancio e a lanciare gli Stings verso una possibile vittoria. Probabilmente serviva la sua giovane sfrontatezza per svegliare dall'apatia i compagni, che nella prima parte di gara erano apparsi irriconoscibili. In un solo quarto la Dinamica recupera quasi tutto lo svantaggio, chiudendo al 30' sul 60-61.

L'avvio dell'ultimo quarto è da cavalcata trionfale: adesso entra di tutto, il vantaggio scivola agevolmente verso dimensioni che sembrano ammiccare ad una netta vittoria. Sul 74-65 la meravigliosa macchina di coach Lamma si inceppa, ad un passo dal traguardo. Rivali – cioè il meno pericoloso del suo quintetto – si inventa bomber e ricuce lo svantaggio, portando la gara all'overtime, visto che sul 78-78 entrambe le squadre possono chiuderla, ma non ci riescono.

Nei supplementari non c'è storia: la Dinamica doveva chiuderla subito, in questi momenti contano classe ed esperienza. Quella che hanno le stelle di Ceccarelli, che infatti la chiudono a modo loro.

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