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A tutto Nibali: «Mondiale? Sì, ci provo»

Ciclismo. Il campione a Pegognaga dopo il miracolo Sanremo: «Numero stupendo, ora Fiandre e Liegi prima del Tour»

PEGOGNAGA. Scende dall’auto e si preoccupa di accompagnare mano nella mano la piccola Emma, sua figlia. Poi si ferma e incontra la gente, saluta tutti uno ad uno. Vincenzo Nibali è fatto così: ha vinto praticamente tutto (ultimo colpo la Sanremo sabato) ma non ha perso il contatto con il suo essere, con la sua indole. Un ragazzo normale che fa cose stratosferiche: ieri era ospite della Lavor di Pegognaga e ha parlato a 360 gradi del passato, del presente e del futuro.

Nibali, sono passati alcuni giorni dalla Sanremo. Ha realizzato la grandezza di questa impresa?

«Adesso sì. Ho trascorso un paio di giorni di relax con familiari e amici per festeggiare. Ho letto la rassegna stampa e sto iniziando a capire cosa è successo. È stato bellissimo».

Come è nata quella follia sul Poggio?

«Mi sentivo bene e ho colto l’attimo, tutto qui. Nello scatto in salita ho prodotto 700 watt, in via Roma sono arrivato a 500. Immaginavo il gruppo in rimonta e non mi sono voltato fino agli ultimi 50 metri. Lì ho capito che ce l’avevo fatta e mi sono goduto il traguardo».

Parliamo di futuro. Ora l’obiettivo si chiama Liegi-Bastogne-Liegi.

«Sarà una gara importante, ci tengo. Quando penso alle delusioni passate il secondo posto del 2012 mi brucia perché sono stato ripreso a un chilometro dall’arrivo. Proverò il percorso perché è cambiato nella parte centrale. Ci voglio provare, ma prima c’è il Fiandre».

Sarà la prima volta nella bolgia belga.

«Sono curioso di correrla, di assaporare l’atmosfera e di capire se un domani sarà possibile tornare per provare a fare qualcosa di importante».

Come sarà il resto della stagione in vista del Tour?

«Andrò al Giro dei Paesi Baschi, poi le Ardenne (Amstel Gold Race e Freccia Vallone, ndr) e in seguito il Delfinato».

Il Tour resta un obiettivo unico, ma c’è pure un Mondiale che calza a pennello con le sue caratteristiche...

«Se il tempo regge venerdì andrò a visionare il percorso di Innsbruck con il ct Cassani e alcuni colleghi. Francesi e colombiani saranno agguerriti, ma temo anche gli spagnoli. E poi c’è Sagan, con lui non si sa mai».

Sagan e Froome. Due opposti.

«Peter è simpaticissimo, in gruppo è come lo si vede in tv. Froome è sicuramente più pacato e riservato. Due persone completamente diverse».

Come si può vincere il Mondiale?

«Serve la giornata perfetta, non solo per i capitani ma anche per tutta la squadra. L’Italia ha fatto passi da gigante nella preparazione di questi appuntamenti e in molti casi le altre nazioni ci hanno copiato».

Il ciclismo di casa nostra sta vivendo un momento d’oro. C’è Nibali, c’è un velocista super come Viviani, un imprevedibile come Trentin...

«E ci metto pure Moscon, De Marchi, Caruso...il momento è ottimo, forse ci manca qualcosa a livello giovanile ma il movimento ha prodotto una generazione di livello».

E c’è pure Aru.

«Forse è lui uno degli avversari più forti che ci sono in giro, anche se non si può parlare di rivalità. Nel ciclismo moderno manca un confronto diretto e inoltre siamo molto amici».

Tutti i grandi giri e ora due Classiche Monumento. Appagato?

«No. Se ripenso al passato ho un doppio rammarico: il Mondiale di Firenze (scivolata nel momento clou e poi rimonta fino al quarto posto, ndr) e le Olimpiadi (caduta a pochi chilometri dalla medaglia, ndr). Nel primo caso ha lasciato una ferita nel morale, nel secondo una ferita sulla pelle visto l’infortunio».

Nel futuro dobbiamo attenderci un Nibali più votato alle Classiche o sempre con la testa sui grandi giri?

«Difficile scegliere. Nel calendario ci sono picchi di forma da sfruttare e occasioni da cogliere. Vedrò strada facendo».

E cosa dice Nibali a un giovane che proprio grazie a lui si avvicina al ciclismo?

«L’unico consiglio è quello di trovare una società che ti faccia divertire. È quello che provo a fare io con il Team Nibali. Il ciclismo può essere uno strumento di crescita personale e questo viene prima dei risultati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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