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Mantova, una vigilia di tensione

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Mantova, una vigilia di tensione

Penta dopo un diverbio con gli ultrà: «Non scappo, via solo se non si fidano più di me»

MANTOVA. Vigilia carica di tensione in casa Mantova. Con gli ultrà che contestano la società, l’ad Nicola Penta che - dopo un acceso diverbio con alcuni esponenti della curva - tende loro la mano e il Centro di Coordinamento che con una nota ufficiale prende le distanze dai ragazzi della curva. Ma non basta, perché di carne al fuoco in casa biancorossa ce n’è tanta e ieri il socio in pectore Federico Strafinger (accompagnato dal papabile dg Jaciopo Norelli) ha vissuto la sua prima giornata in città, incontrando alcuni soci e iniziando a discutere con loro dell’ipotesi ripescaggio.

Striscione e diverbio. L’altra sera, dopo che allo stadio era stato appeso uno striscione firmato Ultras Mantova che contestava l’attuale società con la scritta «cosa c... siete venuti a fare», l’ad Nicola Penta lo ha tolto e ha discusso con alcuni ragazzi della curva presenti sul posto. «C’è perfino chi ha parlato di rissa - dice Penta -, in realtà abbiamo soltanto discusso. Da parte mia ho chiesto di toglierlo per proteggere i dipendenti, i calciatori e lo staff, che sarebbero stati colpiti nell’arrivare al mattino allo stadio trovando uno striscione del genere. Ora dobbiamo pensare a centrare i i playoff e basta. Se poi vorranno esporlo domani allo stadio, facciano pure. Io sono un ex ultrà, capisco tutto e non potrò mai andare contro gente che sento come sangue mio. Ho un rispetto sacrale per chi segue la squadra ovunque facendo sacrifici».

Penta non scappa. «Ho anche spiegato - aggiunge Penta -, che se il timore è che la cessione del 25% a Dana preluda a un nostro addio, questo non succederà. Io non scappo, finché sarò in Viale Te vuol dire che c’è un progetto. E se qualcuno spera di speculare su questa contestazione per giocare allo sfascio e attaccare il sindaco, ha fatto male i suoi conti. Io non scappo, me ne andrei soltanto se gli ultras mi dicessero: non ci fidiamo più di te».

La curva vuole la C. Alla società attuale, in realtà, i tifosi della curva rimproverano scarsa ambizione: «Mi hanno detto che dobbiamo andar via da questa categoria - aggiunge Penta - e ovviamente sfondano una porta aperta. Ma in questa società un magnate che tira fuori 3 milioni di euro e risolve tutto non c’è. Per cui bisogna crescere con calma, costruendo».

L’ipotesi ripescaggio. In realtà il finanziere Pablo Dana ha già detto di essere propenso all’ipotesi ripescaggio, ma Penta invita ad aspettare che le cose maturino: «Il 9 maggio Dana verrà a Mantova e sarà lui credo a dire se davvero è disposto a mettere le risorse per il ripescaggio e per una stagione dignitosa in serie C. Io in questo momento devo parlare per ciò che c’è al momento: contiamo entro il 30 di ufficializzare l’ingresso di Dana al 25%, operazione che ritengo positiva, anche perché a fare l’ingresso nell’Acm non sarà una società esotica ma un’azienda europea (la Hse inglese) con persone anche italiane, che a pelle mi hanno fatto anche una buona impressione».

Strafinger day. Proprio ieri, infatti, il socio di Dana Federico Strafinger è arrivato a Mantova accompagnato da Jacopo Norelli, che dovrebbe diventare il nuovo dg biancorosso: «È stato un primo approccio positivo - racconta Strafinger -, in momenti diversi della giornata ho incontrato Penta, Pecchini, Colombo e il presidente Bortolini. Ho avuto rassicurazioni sul fatto che il nostro ingresso sarà ufficializzato entro la fine del mese (o al massimo un paio di giorni dopo) e abbiamo cominciato a confrontarci anche sul tema dell’ipotesi ripescaggio. Diciamo che le posizioni non coincidono ma possono venirsi incontro: come disse tempo addietro Pecchini, lavoriamo per costruire ponti e non muri. Ci rivedremo anche la prossima settimana e approfondiremo ancora di più la questione».

Niente Martelli. Strafinger poi comunica che domenica non sarà al Martelli, come aveva invece preannunciato giorni addietro: «Non verrò - spiega - per una questione di correttezza -: preferiamo aspettare l’ufficialità del nostro ingresso in società, poi verremo allo stadio e Norelli comincerà a lavorare».

Il Ccmc si sfila. In serata, il Centro di Coordinamento ha pubblicato una nota per prendere le distanze dalla contestazione della curva: «Il Ccmc precisa che gli episodi ed esternazioni rivolte contro la società Mantova 1911, sono ad opera di persone non appartenenti a club sotto il coordinamento del Centro e quindi non ne rappresentano il pensiero e la posizione, con esonero di ogni responsabilità per manifestazioni o atteggiamenti attribuibili da parte della tifoseria non associata al Ccmc. Nel contempo il Ccmc osserva con attenzione gli eventuali sviluppi e cambiamenti societari, pronto ad intervenire nelle sedi opportune con proposte o critiche rivolte sempre al bene dei colori biancorossi».

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