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Stings, sale la febbre Fortitudo. L’ultima al PalaBam sarà di gala

Basket A2. Quasi 400 sostenitori bolognesi domenica per la gara che chiude la stagione regolare. Società al lavoro per il futuro: Novellini tra i papabili per un ruolo importante nel club biancorosso

MANTOVA. Mancano quarantott’ore a una delle partite più attese dell’anno: al PalaBam arriva la Fortitudo Bologna. Gli Stings non hanno molto da chiedere a questa partita, o quantomeno non hanno da chiedere alla parte più avvincente del gioco (vittoria e classifica), ma la Fortitudo non è mai un avversario qualsiasi. Il prestigio, la storia, Gianmarco Pozzecco, giocatori come Cinciarini, Mancinelli e Rosselli, oltre agli ex Fultz, Gandini e Amici, senza dimenticare la Fossa (attesi 290 tifosi organizzati più altri novanta che si sistemeranno nel settore confinante al tradizionale settore ospiti), rappresentano un biglietto da visita che non può lasciare indifferenti.

Il futuro fuori dal campo è invece ancora tutto da scrivere, il recente comunicato del cda ha lanciato un messaggio importante: «Si sta lavorando in maniera molto intensa e sono in corso di verifica alcuni contatti con importanti Aziende del territorio e non e le disponibilità sinora individuate sono confortanti, anche se non risolutive. Questi contatti rappresentano un punto di partenza incoraggiante non solo per un appoggio di tipo economico ma anche per una disponibilità ad entrare a far parte del tessuto societario».

L’associazione di questo passaggio alla figura di Marco Novellini è scattata immediatamente: diventato presidente del Mantua Sport Network a settembre, da allora sono stati organizzati due incontri di presentazione, uno da Novellini e uno al Green Park, uno speed date all’Associazione Industriali, un altro incontro da Novellini dove Davide Lamma ha parlato dell’esperienza di gestione di un gruppo e, ultimo ma tutt’altro che secondario, la serata evento con ospite Alex Zanardi. Il suo nome risponde più di tanti altri all’identikit della figura che potrebbe entrare in società. Marco Prandi non ha ancora però sciolto la riserva sul suo futuro, e comunque fino al 30 giugno (e più nello specifico fino a quando non avverrà l’approvazione di bilancio), rimane presidente e quindi è prematuro valutare con quale incarico, anche perché nei corridoi si parla sia della possibilità che possa diventare presidente e sia che non sia interessato alla carica.

Leonardo Piva
 

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