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La vendetta di Legion. Stings ok con la Fortitudo

L’americano scaricato da Bologna lancia la Dinamica al successo finale: 83-80

MANTOVA. Decidete voi come leggerla: vedere la Dinamica che se la gioca alla pari con la Fortitudo nell'ultima di regular season può farvi piacere e inorgoglirvi, oppure può aumentare ancora di più la rabbia e l'amarezza per com'è andata l'annata. Da oggi infatti gli Stings sono in "vacanza" mentre la squadra di coach Pozzecco - che ha chiuso al secondo posto in classifica - si giocherà i playoff ed è tra le favorite per la serie A: nonostante questo, ieri hanno giocato allo stesso livello.

Anzi, la Dinamica ha fatto qualcosina di più, nonostante la partita non avesse nessun valore per la classifica. Per la Fortitudo invece la gara di domenica 22 aprile  contava parecchio, visto che con una vittoria avrebbe potuto raggiungere il primo posto in classifica, nel caso di una sconfitta di Trieste sul campo della Poderosa. Lasciate perdere che la squadra giuliana alla fine è riuscita nel compito - per nulla facile - di battere Montegranaro in trasferta, e che quindi la gara di ieri fosse diventata di fatto ininfluente per la Fortitudo: questo si è saputo solo alla fine, al PalaBam l'Aquila ci è venuta per vincere, ci ha provato fino alla fine ed è tornata a casa con una sconfitta inattesa.

È sicuramente una soddisfazione vedere coach Pozzecco camminare avanti e indietro durante l'ultimo quarto, con lo sguardo a terra, l'espressione preoccupata e smorfie di contrappunto a ogni giocata mantovana. O vederlo allontanarsi verso gli spogliatoi abbattuto e amareggiato a fine match, a causa di una grande prova degli Stings.

Purtroppo però la Dinamica forse migliore dell'anno è arrivata ampiamente fuori tempo massimo. Aggiungiamoci che finalmente abbiamo visto il vero Legion che, giocando senza freni, ha fatto quello di cui è capace, cioè buttarla dentro in ogni modo. I suoi 21 punti con tre triple e buonissime percentuali dal campo sono stati fondamentali per spingere avanti gli Stings, specie nell'ultimo periodo, quando forse contava di più: il 7-0 nella prima metà, con cui sembrava aver ammazzato il match, e poi il 2/2 ai liberi a una manciata di secondi dal termine che ha chiuso ogni discorso.

La guardia Usa non è stato l'unico ad apparire rivitalizzato: il tanto criticato Nicola Mei ha giocato una pallacanestro sopraffina, con la testa sgombra e lasciando parlare il campo. Oltre a una grande difesa, ha piazzato due triple importantissime (specie la seconda, sullo scadere dei 24") e ha attaccato costantemente l'avversario diretto, aprendo spazi per i propri compagni. E poi, oltre al solito Vencato - che ormai ci ha abituato a prove di estrema qualità - abbiamo rivisto ai livelli di inizio stagione anche Candussi e Bobby Jones: il primo è stato un continuo puntello sia sotto canestro che dal perimetro, il secondo ha lottato come un leone contro una squadra fisica e tenace come quella bolognese che - anche senza l'acciaccato Amici - presenta comunque un ventaglio di soluzioni quasi infinito. Mancinelli è stato eroico (27 punti + 10 rimbalzi) e Cinciarini l'ha supportato egregiamente (19 punti).

Ma la Dinamica è stata quasi sempre avanti, allungando più volte (anche a +9) e credendoci a ogni rientro fortitudino. Ha iniziato l'ultimo minuto a +6 e non ha mollato neppure quando è stata rimontata sull'80-80 con meno di 20" da giocare. Lì Legion ha cercato il fallo e messo i liberi del +2 portato a +3 dal libero di Moraschini mentre il Mancio ha fallito la tripla dell’overtime.

Alberto Mariutto

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