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Mantova Calcio, Il gruppo Dana chiede la governance

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Mantova Calcio, Il gruppo Dana chiede la governance

Calcio Serie D. I nuovi soci puntano al controllo della gestione. Nessuno ne parla ma se il 30 maggio non c’è il bonifico salta l’intesa

MANTOVA. Nel tardo pomeriggio, in un luogo tranquillo e al riparo da occhi indiscreti, si svolge l’incontro fra i soci del Mantova 1911 organizzato per cominciare, finalmente, a gettare davvero le basi per il futuro della società dopo l’amaro quarto posto della passata stagione. Di fronte, fra gli altri, Gianluca Pecchini e Federico Strafinger, rappresentante del gruppo Dana che entro il 30 maggio ha promesso di versare (pena nullità del via libera dei soci) con bonifico i 155.000 euro che consentono di acquisire la qualifica di azionista con il 25%, percentuale che non appartiene ad altri soci e che (contrariamente a quanto fatto da Di Tanno attraverso la delega nei confronti dell’ad Penta) può permettere di solito la gestione autonoma della governance a chi detiene il maggior numero di quote.

Ragionamento che non fa una grinza, se non fosse sin qui giunto nulla in viale Te e le Cassandre che solitamente acquisiscono diritto di asilo a ogni latitudine da queste parti sono ancora in maggioranza relativa, a proposito di percentuali... I dirigenti interpellati ribadiscono in coro che tutto è nella norma, che il 30 maggio non è vicinissimo. Senza tirare in ballo Giulio Andreotti («a pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina») è legittimo che fra gli sportivi permanga una certa diffidenza verso i nuovi soci, fermo restando il fatto che le referenze del gruppo Dana e dello stesso Strafinger sono tali da indurre a credere, tutt’al più, ad un inghippo di natura burocratica destinato a essere risolto a breve.

In attesa che la situazione si sblocchi e che Federico Strafinger possa regolarmente entrare a far parte del consiglio di amministrazione della società è possibile che oggi  21 maggio, stando a fonti vicine alla Heritage Sports Europe, i futuri nuovi soci annuncino di volere acquisire nel più breve tempo possibile il controllo gestionale delle operazioni in modo da subentrare al gruppo che detiene attualmente il pacchetto azionario del Mantova 1911.

È evidente però che sin quando il gruppo Dana non avrà adempiuto all’impegno che i soci mantovani hanno deliberato dal notaio Fabio Vaini non sarà possibile intervenire con adeguata voce in capitolo nella gestione della società. E questo finirebbe solamente con il complicare, o perlomeno posticipare ulteriormente, le operazioni indispensabili alla creazione di uno staff tecnico e di un organico che possano ottenere quel risultato che la città e gli sportivi si attendono di vedere entro dodici mesi. È quindi auspicabile che, diritto alla governance o no, chi dovrà gestire il mercato del Mantova (allo stato delle cose Penta, ma il condizionale è d’obbligo) possa farlo. In armonia e rapidità.
 

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