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Mantova, stallo al gioco delle tre carte

Dana vuole la governance o non entra, lunedì l’epilogo. Se salta tutto «si fa con ciò che c’è». Sullo sfondo resta Marai

MANTOVA. Il Mantova è in stallo o, più precisamente, è impegnato in ciò che appare qualcosa di simile al gioco delle tre carte. L’ingresso di Pablo Dana nell’Acm continua a slittare e la decisione ora dovrebbe essere presa lunedì prossimo, quando il finanziere di Dubai arriverà in città per incontrare i soci di Viale Te. Dal Mantova non arrivano conferme in merito (anzi), ma l’impressione è che sia in atto un braccio di ferro sulla governance del club. In sostanza, Dana avrebbe alzato la posta rispetto agli accordi presi settimane addietro, che prevedevano il suo ingresso al 25% e come contropartite l’inserimento del suo braccio destro Federico Strafinger nel cda, di Jacopo Norelli come dg e di Fabio Bonci come coordinatore tecnico. Sarebbe questo il motivo dei continui rinvii del versamento di 155mila euro, che a questo punto potrebbe anche non arrivare mai. Ufficialmente nessuno parla, ma dagli spifferi che arrivano dall’entourage di Dana si capisce che il finanziere avrebbe dubbi riguardanti i conti del club (l’ultimo report bimestrale ufficiale diramato risale al 31 gennaio, quello di marzo non è mai stato pubblicato) e perplessità sull’investire nella continuità di governance dopo l’epilogo del campionato, con relativa contestazione.

Dall’altra parte, anche i soci attuali di Viale Te non dicono granché in via ufficiale, ma dietro alcuni silenzi è chiara l’irritazione per il mancato versamento dei 155mila da parte di Dana (che legalmente ha tempo per farlo fino al 30 maggio), che aveva invece imposto tempi brevi per la chiusura della trattativa. In sostanza, in Viale Te più di qualcuno vorrebbe che Dana diventasse a tutti gli effetti il socio di riferimento del Mantova prima di discutere di governance o altro, dai ruoli di ds e allenatore fino alla rosa dei giocatori.

Da tutto ciò nasce lo stallo che si protrarrà almeno fino all’annunciato summit di lunedì. Uno stallo che pone interrogativi sul futuro del club e in particolare sulle sue ambizioni. Non a caso la società ha detto ai dipendenti di Viale Te («per correttezza» specifica un socio) di non poter prendere impegni al momento, consigliando loro di non scartare a priori eventuali offerte lavorative alternative.

Nel caso la trattativa con Dana saltasse, infatti, la prossima stagione si farebbe «con ciò che c’è», come disse già mesi addietro Alberto Di Tanno, che al momento s’è cucito la bocca in attesa della scadenza del 30 maggio. L’attuale dirigenza ha avuto contatti anche con il sindaco Palazzi, che avrebbe chiesto continuità e garantito vicinanza alla società.

Società che potrebbe però tornare anche nel mirino di Roberto Marai (ecco la terza carta), scottato dalla bocciatura nel bando comunale per rilevare il Modena ma circondato da collaboratori che vorrebbero comunque farlo entrare nel mondo del calcio. Questa pista al momento è fredda ma, se l’imprenditore gardesano è sanguigno e orgoglioso come lo descrive chi lo conosce da anni, non è da escludere che torni alla carica per prendersi una rivincita a suon di vittorie.

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