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Una volata lunga un mese per riavere il Giro in città

Mantova tra le candidate ma al momento manca l’offerta formale. Il direttore di corsa Vegni: «Non ho più sentito nessuno, a fine luglio si decide»

MANTOVA. Poco più di un mese, una corsa contro il tempo per passare dalle parole ai fatti. Il sogno di riportare il Giro d’Italia a Mantova non è ancora diventato un progetto reale, un qualcosa di tangibile.

La conferma arriva direttamente da Mauro Vegni, presidente di Rcs Sport. L’azienda che si occupa dell’organizzazione della corsa rosa e di tutte le gare più prestigiose sul territorio nazionale (Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Lombardia) sta raccogliendo le proposte giunte da tutta Italia per impostare il percorso dell’edizione 102 del Giro: «Ho incontrato i vertici del Comune di Mantova qualche mese fa – afferma lo stesso Vegni – e mi hanno chiesto quali erano i passi operativi per avere una tappa del Giro nel 2019. Ho dato loro delle risposte e ci siamo aggiornati a dopo maggio, ovvero dopo la fine della corsa di quest’anno (vinta da Froome, ndr). Al momento però non ho ancora sentito nessuno da Mantova». La candidatura in pratica c’è, quello che manca è il passaggio formale per iniziare ad impostare le cose. Si parla, ovviamente, di soldi. L’idea del Comune è quella di ospitare un arrivo e la partenza il giorno successivo. Questo per celebrare a dovere l’anno di Mantova come capitale europea dello sport. Difficile capire le cifre necessarie, ma a spanne siamo nell’ordine dei 150mila euro. Un costo da coprire con sponsor locali e istituzionali.

Valutazioni economiche che in questo periodo coinvolgono un po’ tutte le città e i paesi che vogliono ospitare il Giro. Alcuni hanno già trovato un accordo di massima con Rcs, altri invece sono all’uscio. Si parla di Parma, di Matera, di Ravenna, di Bergamo e di Verona come possibili sedi di arrivi o partenze. Per il via della manifestazione c’è la forte candidatura di Marsiglia. Partendo dalla Francia la carovana poi si sposterebbe verso est passando per Novi Ligure e poi giù fino a Roma. Per il nord tante ipotesi (si tornerà molto probabilmente in Alto Adige, zona che quest’anno non ha avuto il consueto passaggio sui passi mitici). Mantova in tutto questo è nel limbo: «Le città interessate non ci mancano – sottolinea Mauro Vegni –. Mantova si è espressa per una candidatura, ora però è il momento di organizzarsi se la cosa interessa». I tempi? «Entro la fine di luglio contiamo di avere un’indicazione di massima sulla tipologia di corsa che vogliamo impostare. In pratica nel giro di un mese e mezzo vogliamo chiudere i discorsi con le varie sedi di tappa». Il tempo stringe, se il sogno rosa è vivo tocca iniziare a pedalare.

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