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«Il Mantova non sarà il Verona 2»

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«Il Mantova non sarà il Verona 2»

Pecchini esclude che Setti pensi a una società satellite: «Lui viene per migliorare il nostro progetto»

MANTOVA. Gianluca Pecchini è stato, insieme all’amministratore delegato Nicola Penta, il protagonista della trattativa che a fine mese porterà ufficialmente il presidente del Verona Maurizio Setti ad acquisire la maggioranza del Mantova 1911. È quindi la persona maggiormente indicata a spiegare quali sono i progetti e le intenzioni dell’imprenditore carpigiano. «Alcuni dati di fatto, prima di tutto - spiega Pecchini - a Carpi, a Bologna e a Verona Maurizio Setti ha fatto calcio a livelli molto alti, ha apprezzato le linee del progetto che sta attorno al Mantova e sin da subito ha dato la sua disponibilità per portare le sue esperienze e le sue potenzialità nella nostra società. Consideriamo la sua presenza come un dato di estremo rilievo per il futuro del Mantova, che si avvarrà ancora della presenza di tutti i soci attualmente facenti parte del nostro progetto».

Altro argomento di scottante attualità, che il responsabile marketing azzera alla radice, è quello legato alla possibile costituzione di un Hellas Verona 2 in viale Te: «Assolutamente no, lo escluso nel modo più assoluto. Con Maurizio Setti non esiste dubbio in merito, il Verona ha una vita autonoma e del tutto ininfluente da quella del Mantova. L’apporto di Maurizio Setti e delle persone che verranno delegate nei vari ruoli (mister Morgia fa sempre più fatica a dribblare l’argomento, ndr) è volto esclusivamente a dare ulteriore peso alle speranze di ritorno nel calcio professionistico che sono alla base della nascita del Mantova 1911».

Il giudizio del responsabile marketing sulla stagione 2017-2018 rimane positivo: «Le condizioni iniziali, il nostro impegno assoluto e la risposta non sempre convincente dell’imprenditoria mantovana, che comunque ci ha permesso di conoscere realtà importanti che contiamo di avere ancora con noi, ci hanno portato a concludere il campionato di D al quarto posto. È un risultato che pur se non esaltante va valutato come il frutto del lavoro di una società seria, libera da debiti e in grado di rappresentare una proposta potenzialmente attraente per grandi investitori quale è appunto un industriale di grande competenza qual è Setti».

Stabilito che Setti non lascerà gli scaligeri vien da chiedersi se dal Verona arriveranno elementi promettenti che in D possono trovare quello spazio che in B ancora non hanno: «Premetto - sottolinea Pecchini - che le scelte tecniche non mi competono, però non credo si tratti di un’eventualità improbabile. Starà al direttore sportivo (ormai manca solo l’anuncio ufficiale per Manuele Righi, ndr), al mister e al suo staff decidere su quali elementi puntare. Credo in ogni caso che le conoscenze che hanno i candidati a questi ruoli dirigenziali e tecnici siano tali da togliere qualsiasi ragionevole dubbio».

Pecchini pensa positivo, non per caso: «Setti è uomo che parla poco e fa della concretezza la sua filosofia di vita, sono convinto che farà in modo di portare possibilità e ambizioni che il Mantova finora non aveva. Entrerà per fare il bene del Mantova, di questo siamo certi».
 

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