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ciclismo under 23

A Taino risuona l’urlo tricolore di Affini

Fuga per la vittoria del buscoldese nel Varesino: «Una gioia indescrivibile, un premio ai tanti sacrifici» 

TAINO (Varese). A Edoardo Affini (Seg Racing Academy) non basta aver indossato la maglia rosa al Giro d’Italia Under 23 in questa stagione. Lui puntava a qualcosa di ancor più prestigio e guarda caso il sogno, conquistare il titolo italiano, si realizza il giorno prima del suo compleanno.

L’Under 23 buscoldese al termine di una prestazione da 110 e lode, quelle che si è soliti attribuire ai campioni di razza, proposta il 23 giugno a Taino (Va), sale sul gradino più alto del podio della competizione che ha assegnato il titolo tricolore. Una gioia immensa per lui, che si è portato sulla linea di partenza con la consapevolezza di non poter contare sull’aiuto dei compagni di squadra, per i suoi cari presenti sul rettilineo d’arrivo, per la sorella Caterina alla quale è andato l’abbraccio più sentito e ovviamente per tutto il movimento ciclistico mantovano.

«Fatico ancora a crederci - spiega il neocampione italiano tra orgoglio ed emozione - ma garantisco che la gioia provata sotto lo striscione d’arrivo è indescrivibile. Da tempo cercavo una vittoria che mi ripagasse dei sacrifici compiuti e ripagasse chi ha sempre creduto in me. Certamente, avere indossato la maglia rosa è stata una bella soddisfazione, ma qindossare il tricolore ha un valore notevole».

«Lungo il tracciato c’è stato un momento in cui ho pensato che non avrei potuto raggiunger il mio sogno - continua Affini - Con il passare dei chilometri sono riuscito a riportarmi con i primi, mancavano ancora una cinquantina di chilometri e, quando è nata la fuga decisiva, ho trovato la forza per inserirmi. Li ho compreso che avrei potuto tentare l’affondo. Affondo che ho provato più volte sino a riuscirvi quando al traguardo mancavano poco più di 4 km. Sentivo di stare bene e per questo ho continuato a pedalare senza temere il ritorno degli avversari. Sul rettilineo d’arrivo mi sono reso conto che ce l’avevo fatta e a quel punto gli applausi del pubblico e dei miei cari mi hanno accompagnato alla vittoria».

Giornata davvero incredibile per un giovane che ha dovuto emigrare in Olanda per trovare una squadra che sapesse creargli gli stimoli per continuare a credere nelle proprie potenzialità. Potenzialità che lo hanno portato, prima di ieri, a vestire la maglia di campione europeo della strada tra gli juniores, e a conquistare numerosi titoli nella specialità a cronometro. Proprio nella gara contro il tempo solo una ventina di giorni orsono ha confezionato un’altra impresa, quella di vestire al termine del cronoprologo di Forlì la maglia rosa al Giro d’Italia Under 23.

Adesso per Edoardo Affini due sono i possibili traguardi per rendere la stagione 2018 straordinaria, ovvero la conquista del tricolore nella sua specialità preferita, la cronometro, e la convocazione in azzurro per gli europei e i mondiali. Il quadro, a onore del vero, si dovrebbe completare con il meritato approdo tra i professionisti, un passaggio che certamente la maglia tricolore renderà più facile. (gb)

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