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Mantova, per la C il vero ostacolo è il Rezzato

Girone con lombarde e venete, la big Como ancora in attesa del possibile ripescaggio. C’è anche il Legnago di Spinale

MANTOVA. La sorpresa era nell’aria e si è palesata. Niente girone totalmente veneto per il Mantova, si torna a battagliare con le lombarde nel gruppo B. E tra le lombarde, guarda un po’, spuntano un paio di vecchie conoscenze. La prima è ovviamente il Rezzato, formazione gestita dagli ex proprietari biancorossi Musso e Di Loreto (quelli per intenderci che hanno ceduto il club a Folgori e De Sanctis prima del fallimento). E poi ci sono il Como, nobile decaduta ancora in attesa di un responso ...

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MANTOVA. La sorpresa era nell’aria e si è palesata. Niente girone totalmente veneto per il Mantova, si torna a battagliare con le lombarde nel gruppo B. E tra le lombarde, guarda un po’, spuntano un paio di vecchie conoscenze. La prima è ovviamente il Rezzato, formazione gestita dagli ex proprietari biancorossi Musso e Di Loreto (quelli per intenderci che hanno ceduto il club a Folgori e De Sanctis prima del fallimento). E poi ci sono il Como, nobile decaduta ancora in attesa di un responso sul ripescaggio in serie C, e la Pro Sesto. Insomma, ci sarà da sudare per tornare tra i professionisti.

Dicevamo del Rezzato. La squadra dell’ornitorinco Di Loreto e di Peter Pan Musso (così si erano definiti in una lettera prima dell’addio all’Acm) ha un potenziale enorme. Sfumata la C per un soffio lo scorso anno, la squadra è stata affidata a Massimo Gardano (ex Cuneo). Sono rimasti i pezzi pregiati Coly (era al Parma) e Marco Ruffini (difensore in passato a Castiglione). Poi la schiera di ex Mantova Siniscalchi, Caridi e Sodinha a cui si sono aggiunti i vari Bruno (bomber di razza con un passato in B) e Varas (era a Teramo).

Altra squadra da temere è il Como, se non altro per la sua storia e per la rabbia accumulata dopo il mancato accesso alla C. C’è ancora una speranza per i lariani che attendono la decisione sul ricorso programmata per il 13 settembre. Per ora hanno fatto un mercato a fari spenti ma vanno tenuti d’occhio. Infine la Pro Sesto che da anni cerca di tornare ai fasti d’un tempo. Allenatore è l’ex giocatore del Parma Francesco Parravicini, in campo a centrocampo c’è l’ex Mantova Gabriele Puccio e soprattutto l’attaccante Filippo Guccione (di Ostiglia, in passato in C con Bassano e Casale). È arrivato anche Bertani, l’anno scorso 14 reti con la maglia del Lecco.

Ci sono diverse squadre dalla buona caratura tecnica che possono insidiarsi nella lotta al vertice. Partiamo dalla bergamasca Pontisola, affrontata dal Mantova nell’anno del ritorno tra i prof (2011). Squadra solida quella di Curioni con la stella Ferreira Pinto in gruppo e l’accordo di collaborazione con l’Atalanta fresco di firma. La Caronnese potrebbe inserirsi nella corsa ai playoff visto che ha confermato il grosso della rosa che un anno fa ha conquistato il terzo posto nel girone A, stesso discorso per la Virtus Bergamo di Brugnero (che ha sostituito Madonna passato all’Inter). Curiosità sulla Virtus Bergamo che in casa gioca ad Alzano. Ha un vivaio da urlo che da anni porta almeno una squadra alle finali nazionali.

C’è poi il Legnago di Spinale, squadra simile a quella dello scorso anno (ottimo rendimento nel ritorno) a cui si aggiunge Veratti dall’Arzignano. Il Ciserano ha puntellato la squadra con Bertazzoli (ex Rezzato e Castellana) e Zanardini. Il Darfo dal canto suo ha rivoluzionato la squadra. È rimasto Cristian Spampatti come punta di riferimento, in panchina Quaresmini.

Lotteranno per non retrocedere Sondrio, Ambrosiana e Villafranca, quest’ultima ripescata di recente. Stesso discorso per le bergamasche Villa d’Almè e Scanzorosciate. Vogliono un torneo tranquillo l’Olginatese, compagine lecchese allenata dall’ex Castiglione Delpiano, e il Seregno.