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Il ds Righi: «Morgia come Picasso, sta disegnando un capolavoro d’Acm»

«C’è però ancora tanto da lavorare, testa al campionato. Il mercato? Noi siamo sempre attivi»

MANTOVA. Il Mantova come una tela bianca sulla quale “Picasso” Morgia sta disegnando il suo capolavoro. È questa l’immagine che il ds Emanuele Righi usa per descrivere il percorso di crescita che ha portato «a un primo, piccolissimo obbiettivo, quello di andare avanti in Coppa Italia. Non ci esaltiamo per questo - aggiunge -, ma un piccolo sorriso lo facciamo. Anche considerando il fatto che altri club blasonati come Modena, Reggiana e Cesena sono invece già usciti dalla competizione».

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MANTOVA. Il Mantova come una tela bianca sulla quale “Picasso” Morgia sta disegnando il suo capolavoro. È questa l’immagine che il ds Emanuele Righi usa per descrivere il percorso di crescita che ha portato «a un primo, piccolissimo obbiettivo, quello di andare avanti in Coppa Italia. Non ci esaltiamo per questo - aggiunge -, ma un piccolo sorriso lo facciamo. Anche considerando il fatto che altri club blasonati come Modena, Reggiana e Cesena sono invece già usciti dalla competizione».

Dalla vittoria ai rigori sulla Pergolettese, Righi trae queste indicazioni: «A tratti si è visto un Mantova travolgente, a tratti meno. Ci sono stati dunque segnali importanti ma anche altri sui quali lavorare. Com’è normale che sia in questo momento. Certo, è bello vedere il percorso di crescita del gruppo: è come se su una tela bianca Morgia stesse disegnando, settimana dopo settimana, il suo quadro. E pian piano i contorni dell’opera si iniziano a vedere».

Se gli si chiede allora a quale artista paragonerebbe il mister, il ds non ha dubbi: «Morgia non potrebbe che essere Picasso. I suoi disegni vanno intepretati, tradotti: sono magari complessi all’inizio per i giocatori, ma poi si rivelano dei capolavori».

Archiviata la Coppa, in casa Mantova è però già tempo di pensare al campionato e al debutto di domenica 16 settembre contro la Virtus Bergamo: «Ci aspetta un impegno importante - avverte Righi - contro una squadra che potrebbe essere la sorpresa del girone. Sarà un banco di prova interessante. Proveremo a ottenere il massimo e la cosa essenziale sarà uscire dal campo dopo aver dato tutto. Ciò che conta è che nel gruppo si continui a ragionare con il “noi” e non con “l’io”, come sta avvenendo. Domenica vedere Altinier e Ferrari essere i primi a tifare e a gioire in panchina per Ekuban è stata una cosa bellissima».

A proposito di Ekuban, Righi l’ha portato dalla Primavera del Verona... «È un ragazzo che ha grandi doti e che è stato condizionato da un infortunio. Ma l’abbiamo scelto perché sapevamo di affidarlo a un maestro e non a un allenatore. E nei prossimi anni io spero di poter lavorare con Morgia proprio in quest’ottica. Ora però Ekuban dovrà essere bravo a capire che la sua stagione sarà tra prima squadra e juniores, senza sentirsi sminuito. Se lo farà andrà lontano e il Mantova avrà per il futuro un giocatore importante».

Intanto la società, per far fronte all’emergenza infortuni dei baby, ha dato via libera per il mercato: «Ma noi siamo fortunati, abbiamo una proprietà - spiega Righi - che è pronta a fare tutto ciò che serve: siamo sempre sul mercato, non solo degli under. Se troveremo qualcosa di valore bene, in caso contrario stringeremo i denti magari per una settimana, in attesa di recuperare gli infortunati».