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Mantova, con la Camera degli Sposi il gioiello del Mantegna restituito alla città

Cerimonia con il ministro della Cultura  Dario Franceschini per la riapertura della Camera degli Sposi di Palazzo Ducale e l'inaugurazione del percorso museale del Castello di San Giorgio che comprende la Collezione Freddi

MANTOVA. Una grande giornata per Mantova, attesa da quasi tre anni. Da quando la seconda, devastante scossa di terremoto del 29 maggio 2012, verso le 13 fece crollare la lanterna del campanile di Santa Barbara, la basilica interna a palazzo Ducale, e aggravò i danni già individuati ad alcuni dei più importanti ambienti della Reggia gonzaghesca, tra i quali il più famoso: la Camera degli Sposi, capolavoro di Andrea Mantegna.

Giovedì 2 aprile 2015 passerà alla storia come il giorno della rinascita, con l'inaugurazione dopo gli interventi di consolidamento della Camera Picta e del Castello di San Giorgio  da parte del ministro della Cultura, Dario Franceschini. Ma non ci si è fermati qui: l'occasione del terremoto è stata utilizzata - come hanno sottolineato il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, e soprattutto la sovrintendente uscente, Giovanna Paolozzi Strozzi - per migliorare l'offerta di palazzo Ducale nei confronti dei visitatori. Il Ducale verrà quindi "spacchettato" e diviso in tre aree di visita: la Corte Vecchia, rimasta visitabile anche dopo il sisma, il Castello con la Camera Picta e la novità, anch'essa inaugurata ieri, della Collezione Freddi; la Corte Nuova e la Rustica, ancora chiuse in attesa della risistemazione post terremoto.

La breve cerimonia inaugurale, nell'Atrio degli Arcieri, è stata sfruttata dal ministro per fare il punto sulla situazione dei beni culturali e del turismo culturale in Italia. Detto che fino a un paio d'anni fa la Cultura pareva essere la Cenerentola dei dicasteri, con continui tagli - non per nulla a suo tempo il ministro Tremonti spiegò che "con la cultura non si mangia" - Franceschini ha spiegato che ora la situazione sembra essersi invertita, con la consapevolezza - bipartisan - che i beni culturali sono un immenso giacimento da sfruttare anche a fini economici. Il ministro non ha mancato di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto nei confronti di chi da sempre paragona il numero di biglietti staccati dai nostri maggiori musei con quelli venduti, ad esempio, al Louvre. "Il Louvre e gli Uffizi non sono paragonabili - ha spiegato - perché la natura delle due strutture è profondamente diversa. Ma se andiamo a prendere l'affluenza in tutti i musei statali, otteniamo numeri importantissimi, ed aggiungendo i musei non statali diffusi in tutta Italia, andiamo abbondantemente a superare la Francia. L'Italia - ha aggiunto Franceschini - è la terra delle cento città d'arte, dei borghi belli e dei musei diffusi: per quello va valorizzata".

Mantova, riapertura della Camera degli Sposi: la visita del ministro Franceschini Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini visita la Camera degli Sposi dopo la riapertura. "Il patrimonio artistico italiano si arricchisce". LEGGI L'ARTICOLO

Una valorizzazione che deve partire da subito, visto che fra un mese milioni di turisti arriveranno dall'estero per l'Expo 2015 e che alla fine dell'anno prenderà il via il Giubileo. E la promozione, secondo il ministro, passa anche dalle moltissime iniziative programmate e pubblicizzate attraverso il contestato sito web "Verybello", che Franceschini, polemiche a parte, ritiene molto utile.

Per il ministro, infine, la valorizzazione non va separata dalla tutela. E, a questo proposito, ha rilanciato l'appello per arrivare alla collaborazione tra pubblico e privato: "Le agevolazioni fiscali per donazioni in campo culturale - ha spiegato - ora non hanno limiti. Ma non dobbiamo solo poter contare sulle grosse somme dei mecenati, anche le piccole donazioni servono, al punto che i grandi musei stranieri vivono anche grazie al crowdfunding, alle piccole somme ricevuta da donatori diffusi".

Detto questo, Franceschini non ha mancato di ringraziare Romano Freddi, l'imprenditore dei surgelati che ha dato in comodato gratuito la sua preziosissima collezione, che ora è esposta nelle sale all'uscita della Camera Picta. La sala ha tributato all'industriale un lungo applauso e le opere in mostra non hanno mancato di suscitare ammirati commenti da parte del gruppo delle autorità, le prime ad entrare negli ambienti riaperti. Un tour che ha visto anche momenti molto informali, con il ministro che, da provetto turista, ha fotografato tutti gli affreschi con lo smartphone e non è mancato chi, come il candidato sindaco del Pd a Mantova, Mattia Palazzi, ha voluto scattare un selfie assieme a Franceschini.

Mantova, inaugurazione della Collezione Freddi con il ministro Franceschini Il ministro Franceschini visita la Collezione Freddi insieme all'imprenditore Romano Freddi che ha donato le opere alla città. LEGGI L'ARTICOLO

Tra i personaggi notati all'inaugurazione, anche l'ex allenatore di calcio Ottavio Bianchi, amico di Romano Freddi da lunga data, vale a dire da quando i due erano, rispettivamente, presidente ed allenatore del Mantova Calcio.

Il nuovo percorso museale di Palazzo Ducale sarà aperto al pubblico a partire da venerdì 3 aprile.

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