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L'EVENTO

Mantova, il museo della Gazzetta è realtà: visite dal 3 aprile

Inaugurata l'esposizione permanente che racconta la storia del giornale. Il ministro Franceschini: "La Gazzetta coniuga informazione e radicamento territoriale". I complimenti anche dal presidente della Camera Laura Boldrini

MANTOVA. Con un quarto d’ora d’anticipo sulla tabella di marcia il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, scende dall’auto in piazza Mozzarelli e alza lo sguardo verso il palazzo che ospita la Gazzetta di Mantova: «Ma qui sembra di entrare al New York Times». Sorridente, il ministro stringe la mano al direttore della Gazzetta, Paolo Boldrini, e fa il suo ingresso accompagnato dai suoi collaboratori e scortato dagli uomini della Digos.

Al mattino a Palazzo Ducale, a riaprire la Camera degli Sposi chiusa dopo il terremoto del 2012, nella pausa pranzo (ore 13.30) ad inaugurare il museo permanente della Gazzetta di Mantova, uno scrigno luminoso che raccoglie la testimonianza di 350 anni di storia del giornale della città, il quotidiano più antico d’Italia. «È un giorno importante per la storia della Gazzetta di Mantova. Il museo che inauguriamo oggi è l’ultima tappa di un progetto iniziato due anni fa e culminato con la mostra a Palazzo Te».

Il direttore Paolo Boldrini ha esordito così nella sala convegni della Gazzetta affollata da tutte le autorità cittadine. «Visto il risultato della mostra - ha proseguito Boldrini - sarebbe stato un peccato disperdere il lavoro di studio e di ricerca. Ci ha spronato anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, ma in verità quando ho proposto al nostro consigliere delegato Lorenzo Bertoli di trasformare la mostra in un museo permanente lui ha aperto un cassetto e mi ha mostrato il progetto. Mi ha anticipato, ma meglio così. Questo museo vuole ricordare un’avventura straordinaria per l’editoria italiana, il giornalismo e i mantovani durata 350 anni, iniziata con i Gonzaga e ancora in corso con il Gruppo Espresso. Un’avventura fatta di passione di tipografi e giornalisti per questa professione, perché nella vita di ogni persona, anche in quella che sembra la più ordinaria e banale, stanno scritte storia meravigliose. Sottoscrivo questo pensiero che non è mio, ma di Sebastiano Delgado, il protagonista dell’ultimo romanzo di Dario Franceschini che inventò vari mestieri immateriali tra cui quello dei ricordanti. È una professione che manca in un paese di smemorati come il nostro. Ben vengano, dunque, musei e ricordanti».

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Boldrini al termine del suo intervento ha letto un messaggio inviato dal presidente della Camera, Laura Boldrini con cui la terza carica dello Stato si complimenta per la nascita del museo. La parola è poi passata al ministro dei beni culturali: «Questo evento – ha sottolineato – arricchisce la storia straordinaria di questo giornale e lo lega ancora di più a questa città. In un mondo che va verso la globalizzazione bisogna considerare le diversità e le radici, le specificità. E per affrontare una stagione così inedita il ruolo dei giornali è fondamentale e la Gazzetta di Mantova riesce bene a coniugare l’informazione con un forte radicamento». Franceschini ha poi parlato anche del ruolo specifico dei giornali locali: «Saranno loro a dare respiro ai quotidiani nazionali, stretti da tanta concorrenza. I giornali locali rappresentano un pezzo della nostra identità». Alla fine dell’intervento, il direttore della Gazzetta ha donato al ministro una copia del giornale datata 1840 che reca in testata il busto di Virgilio.

Museo della Gazzetta, inaugurazione con il ministro Franceschini Il ministro Dario Franceschini ha inaugurato il museo nella sede della Gazzetta di Mantova in piazza Mozzarelli. All'interno la storia dei 350 anni del giornale (video Pnt) LEGGI L'ARTICOLO

Poi il tour al museo permanente, nel quale Franceschini ha potuto ammirare una copia della più antica Gazzetta di Mantova e tutto l’altro materiale in mostra. «Bella, davvero bellissima, complimenti» ha sottolineato il ministro prima di lasciare la redazione. Che cosa c’è nel museo. Nel museo che si trova al primo piano del palazzo di piazza Mozzarelli 7 non c’è il numero più antico della Gazzetta arrivato ai giorni nostri, risalente al 27 novembre 1665, che dopo la mostra alle Fruttiere è tornato all’Archivio di Stato di Modena. C’è però una copia perfetta. Per il resto, tutte le emozioni di Palazzo Te sono intatte, con le pagine del giornale, soprattutto le “prime”, che aiutano il visitatore a ripercorrere tre secoli e mezzo di storia, di Mantova e del Mondo. Su uno schermo scorrono le fotografie degli anni '50 e '60 scattate da Quinto Sbarberi che documentò, tra l'altro, la tragedia della Mille Miglia nel maggio 1957 a Guidizzolo, costata la vita a undici persone.

Il museo è aperto al pubblico dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.30, con ingresso libero.

Gazzetta di Mantova, inaugurato il museo dei 350 anni Nella sede di piazza Cesare Mozzarelli è aperto il museo che racconta i 350 anni della Gazzetta di Mantova (video Pnt)

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