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Un tuffo nella storia I volti dei Gonzaga da domani in mostra

Apre la rassegna iconografica dedicata alla dinastia Tra dipinti, armi e monete cento opere per lo più inedite

La storia ripercorsa attraverso i volti. Epoche, costumi e vicende rivivranno attraverso i tesori usciti dai caveau per raccontare la secolare dinastia. Al museo Diocesano è quasi ultimato l’allestimento della mostra genealogico-iconografica dedicata ai Gonzaga che verrà inaugurata domani alle 17. Ed è lo storico Giancarlo Malacarne, curatore della rassegna espositiva, ad illustrare questo viaggio nel tempo che attraverso un centinaio di opere, per lo più inedite, ripercorrerà il cammino della grande famiglia protagonista della storia italiana ed europea. Sette sezioni, cinquantasei dipinti, genealogie gonzaghesche, armi, monete e oggetti del quotidiano. L’allestimento curato da Roberto Soggia, che si sviluppa nella restaurata Sala delle colonne, si apre con i ritratti dei dominanti in Mantova: la linea di sangue primogenita e il ramo cadetto di Nevers. Ad accogliere i visitatori sono Francesco I, Francesco II, Vincenzo I e c’è anche il duplice ritratto con Federico II e la moglie Margherita Paleologo. Nella sezione non manca Corrado Gonzaga, un olio su tavola che fa parte di una serie: secondo gli esperti l’opera è infatti in stretta relazione con le quattro tavole della Collezione Freddi in mostra a palazzo Ducale. E ci sono anche due ritratti di Francesco IV e due di Ferdinando Gonzaga come pure due dipinti che ritraggono Carlo II Gonzaga Nevers e Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers. Il viaggio prosegue e si passa a quella che Malacarne definisce la “straordinaria collezione” tra capitani, marchesi e duchi. «In tutto venti tele inedite - come spiega il curatore- la prima è in sostanza un’iscrizione che introduce i volti dei nobili. Ovvero i diciotto dominanti con l’inserimento anche di Carlo di Rethel, figlio di Carlo I, che morì prima di conoscere le responsabilità di governo. Siamo di fronte ad un unicum straordinario, opere importanti e ascrivibili a mani diverse».

Oltre un anno di lavoro per la scelta dei preziosi pezzi, databili dal ’500 al ’700. Ma oltre alla ritrattistica di corte non mancano medaglie celebrative, mappe genealogiche, ceramiche e cofanetti. Da segnalare, ad esempio, il bellissimo piatto con l’impresa del “crogiolo alle fiamme” di Francesco Gonzaga, il vassoio porta uovo con stemma ducale gonzaghesco o, ancora, la fiasca di maiolica sempre decorata con lo stemma della casata. Anche nella sezione dedicata alla storia della dinastia vi sono opere di grande interesse, come ad esempio l’albero genealogico prestato dal museo Gonzaga di Novellara (databile 1556), dove compare oltre alla città anche il capostipite Luigi. E di forte impatto è pure la genealogia in omaggio a Vespasiano Gonzaga. «Una pergamena dedicata al ramo cadetto di Sabbioneta - come evidenzia Malacarne - che all’epoca venne realizzata con sei pelli saldate tra loro». E un’intera sezione della mostra è riservata proprio ai rami cadetti della nobile famiglia. «Anche se non tutte le linee di sangue sono rappresentate - spiega il curatore - per ovvie ragioni di spazio. Tra le opere esposte ci sono, ad esempio, i ritratti di Matilde d’Este accanto al marito Camillo III Gonzaga conte di Novellara. Fu lei, come si racconta, l’inventrice dell’acquetta, il terribile veleno a base di arsenico. Di grande interesse tra le opere c’è inoltre anche lo scrigno appartenuto a Vespasiano Gonzaga esposto in una delle teche insieme alle tavolette lignee che ritraggono Giovanni Gonzaga e Laura Bentivoglio».

Una delle sezioni, oltre a quella dell’Imperatore, è dedicata agli ecclesiastici, con i ritratti ad esempio di Sigismondo ed Ercole Gonzaga. Ma tra i dipinti c’è anche quello di Francesco Gonzaga, vescovo di Mantova. A lui, come è noto, è intitolato il museo Diocesano che ospita la mostra. La rassegna non dimentica il ruolo delle donne di casa Gonzaga. Mogli, madri, amanti... che fecero la storia. Da Margherita Farnese a Margherita Gonzaga di Lorena (e c’è anche un ritratto di Eleonora de Medici con il figlio Francesco IV). La mostra, visitabile sino al 20 settembre, prevede un biglietto di ingresso di 6 euro ma con quello da 10 euro si potrà visitare anche lo splendido museo che oltre agli oggetti d’arte della Diocesi e un nuovo allestimento, comprende anche opere di grande pregio donate dai Gonzaga nel corso dei secoli.

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