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Tristan e Doralice, un amore sbocciato ai tempi di Matilda

Il nuovo romanzo di Francesca Cani, scrittrice 35enne che vive a Porto Mantovano

MANTOVA. La professione di Francesca Cani, nata a Mantova 35 anni fa, è la letteratura. «Scrivo da sempre - dice - ma la passione è diventata una cosa seria dal 2009, quando ho cominciato a pubblicare per piccole case editrici». Una lunga gavetta, fino al primo libro importante: I colori della nebbia, scritto con Mariachiara Cabrini con gli pseudonimi di Mary & Frances Shepard, edito da Mondadori nel 2013, un romanzo storico e d'amore ambientato a Mantova nel 1815 con la città appena passata dalle mani francesi a quelle austriache. E ora ecco che un progetto durato un paio d'anni si realizza proprio in concomitanza con le celebrazioni di Matilde di Canossa a 900 anni dalla morte.

Cosa c'entra Matilde?

Il nuovo romanzo Tristan e Doralice. Un amore ribelle - sarà presentato mercoledì alle 18 alla libreria Ibs, in via Verdi 50 - è ambientato proprio in quei tempi di lotta tra impero e papato (dal 1076 al 1092) quando «Matilda di Canossa, fedele al papa - dice l'autrice -, reggeva un territorio vasto e strategico. Doralice, cresciuta da Matilda, è una giovane libera e indipendente. Tristan è un guerriero asservito agli scopi malvagi dell'imperatore». L'eroe maschile, Tristan, giovane duca dell'Alta Sassonia, combatte inizialmente stando dalla parte del cattivo.

Ma quando conosce Doralice, potenza dell'amore, passa col Papa.

«Tristan è un eroe tormentato - prosegue Francesca Cani -, cupo e solitario. Doralice è la luce, un'eroina tenace». Potrebbe sembrare che l'autrice del romanzo si immedesimi con Doralice. Invece si identifica con Tristan: «La cosa che più mi è piaciuta è stata costruire con le parole e il cuore il personaggio di Tristan. Lui è la mia scommessa. Tristan ha sperimentato sulla propria pelle il male e ha bisogno di scoprire il lato luminoso della vita. Ho provato forte empatia con lui, forse perché è stato il personaggio più difficile da plasmare».

Come le è venuta l'ispirazione?

«Matilda di Canossa è stata il motore della mia fantasia».

Qual è il messaggio che vuole trasmettere?

«Che nell'amore si deve credere, si deve lottare: al momento giusto saprà ripagare di ogni sacrificio».

Francesca vive a Porto Mantovano, è sposata. «Amo i gatti», tiene a dirlo. Ne ha due: il maschio Garibaldi, rosso di pelo, assomiglia proprio all'eroe dei due mondi, e la femmina Miù. Nel romanzo vivono molti personaggi storici, tra cui Donizone, il biografo di Matilde di Canossa, e Corrado di Lorena, che si mette contro il padre, l'imperatore Enrico IV. Per le ricerche, la scrittrice mantovana ha scandagliato i documenti dell'Archivio di Stato di Mantova e i libri di diverse biblioteche. La ricerca sul campo è stata nei castelli matildici: a Canossa, sui ruderi, e nella vicina Rossena dove il castello è intatto. Mercoledì all'Ibs alla presentazione del romanzo (edito a Roma da Fanucci, 335 pagine, 14,90 euro) con l’autrice interverranno le scrittrici mantovane Anna Giraldo e Mariachiara Cabrini.

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