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Performance di danza al Te. Il coreografo cerca volontari

Coordina il progetto Virgilio Sieni, direttore della Biennale di Venezia-Danza. Sette azioni da ricreare nelle sale della villa e all’esterno: bando aperto a tutti

MANTOVA. Mantovani cercansi per partecipare a una performance di danza. Non un evento qualsiasi: il 21 e 22 luglio, a Palazzo Te, Virgilio Sieni, direttore della Biennale di Venezia settore Danza, nell’ambito del cartellone di Mantova Capitale italiana della Cultura allestirà il progetto La cittadinanza del corpo per illustrare con azioni coreografiche le diverse età dell’uomo, la capacità di danzare e di elaborare un gesto poetico.

Per fare questo, verrà creato un certo numero di gruppi, ciascuno dei quali agirà all’interno di una delle sale della villa giuliesca ed anche all’esterno. Il pubblico, tra il tardo pomeriggio e la sera, sarà libero di frequentare le sale per assistere alle diverse rappresentazioni, che verranno ripetute più volte nell’arco dei due giorni. La performance sarà anche oggetto di un filmato, che comprenderà le fasi preparatorie.

«La performance darà l’idea della fragilità del corpo, della debolezza, dello sguardo non codificato - spiega il coreografo fiorentino -. L’invito a partecipare è rivolto a tutti, professionisti, cittadini, giovani, donne e uomini maturi, performer, danzatori... La scelta sarà anche legata all’eventuale disponibilità di tempo».

Sì, perché il percorso di avvicinamento prevede un primo incontro con Sieni, il 16 aprile. Poi, tra maggio, giugno e luglio, un paio di incontri a settimana di due ore ciascuno, con un’intensificazione in prossimità dell’evento. «Sarà comunque un percorso agevole da frequentare - assicura Sieni -. Ci serviamo del corpo e della natura del gesto per riflettere sui luoghi e lo sguardo: abitare gli spazi di Palazzo Te con un rinnovato senso poetico della frequentazione e riflettere sul senso dello sguardo, inteso come l'origine dei nostri spostamenti. Intendiamo tracciare una mappa di danze e azioni coreografiche per rappresentare questa geografia intima, comprensiva dell'altro».

Sieni da tempo ha portato in giro per il mondo progetti simili: «Certo - sottolinea -, ogni territorio manifesta cose diverse. Ma Palazzo Te, col ritmo delle stanze, il rapporto tra aperto e chiuso, tra la dimensione intima e l’apertura al mondo, ci mette d’accordo tutti sul piano della sospensione, dell’occhio e del piacere. E Mantova, capitale della cultura, diventa una metafora dell’abitare il mondo». Quante persone serviranno per la performance? «Ne ho realizzate con numeri variabili, da 20 a 200 - conclude il coreografo -. Per Palazzo Te ne serviranno almeno 40, visto che vanno realizzate sette o otto azioni, ma arriverei volentieri a cento».

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