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Notti tra luci e colori per il Ducale

Inaugurata la mostra: fino al 18 settembre le sculture luminose nella Loggia della Cavallerizza

MANTOVA. Sarà l’immagine di Mantova 2016, certo non l'unica, che resterà nella memoria: la Loggia della Cavallerizza di Palazzo Ducale con nove sculture di luci nelle arcate, dalle 22 all'una di notte (fino al 18 settembre). Uno spettacolo nello spettacolo. E sulla motonave Andes sono previsti, come ieri sera venerdì 24 giugno, filmati dal fotografo canadese Stephen Orlando.

E venerdì 24 giugno si sono ammirati, con un colpo d'occhio, davvero straordinario i giochi di luce sul lago al tramonto. Gli artisti, guidati dal curatore Vittorio Erlindo, hanno accompagnato il direttore del Ducale Peter Assmann e il sindaco Mattia Palazzi a vedere le opere. Nel prato, invece, c'è “Umani paradisi” un corteo leggero e stanco di Davide Dall'Osso e Fabrizio Visconti che ricorda i profughi. «Un regalo alla città da godere a piedi, in bicicletta, anche in auto, ma senza distrarsi alla guida» ha detto Erlindo, mentre il direttore Assmann ha spiegato che così continua la sua iniziativa di mescolare l'arte contemporanea alla reggia gonzaghesca, perché sono moltissimi i punti di vista da scoprire. Il sindaco Palazzi ha detto che queste operazioni fanno sì che anche i mantovani, che pure amano moltissimo la loro città, imparino a osservarla con uno sguardo nuovo, a lasciarsi educare dalla sua bellezza, a esserne orgogliosi.

Poi gli artisti e le autorità, compresi i rappresentanti di sponsor e associazioni del volontariato culturale, si sono imbarcati sulla motonave Andes e dal lago si è cominciato ad ammirare il castello di San Giorgio. Ed ecco dietro i pioppi la visione del loggiato della Cavallerizza: nelle arcate si vedono le opere degli artisti, ancora spente. Marco Lodola, con i suoi “Ballerini”, Melograno Blu, con una serie di piccole sfere bianche (da spente), Adriano Abbado con “Tower 220”, una stampa digitale su plexiglas; Nicola Evangelisti con gli esagoni che formano “Archangel Metraton's Cube”. E ancora Marco La Rosa con “Passepartout”, una chiave blu in neon e ferro, Romano Boccadoro con “Mater admirabilis e isole nero”, una vetrata dedicata a Renzo Vespignani, Sara Dario, con “In mezzo, il mare”, una scultura di porcellana, Giovanna Fra con Colonna Picta, e ancora Davide Dall'Osso con eterei vestiti che alludono a donne bellissime. Erlindo ha dedicato la mostra allo scienziato Nikola Tesla, grazie al quale le città di notte sono illuminate. «E la bellezza di Mantova di notte deve essere l'eredità di questo anno, che non va mai più persa». 

 

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