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Omaggio a Schifano. Cento opere in mostra a Palazzo Ducale 

Dall’11 maggio la rassegna nell’Appartamento della Rustica  Il progetto è realizzato da Moz–Art insieme al museo

MANTOVA. È un viaggio nell’arte di Mario Schifano quello che si svilupperà negli ambienti preziosi della Rustica di Palazzo Ducale a partire dall’11 maggio. E, quello immaginato, è nuovamente un dialogo tra spazi antichi e linguaggi contemporanei. Sì perché nell’appartamento progettato a partire dal 1539 da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, l’associazione Moz-Art in collaborazione con il Complesso Museale di Palazzo Ducale presenterà una selezione di lavori dell’artista e regista italiano scomparso nel 1998.

La rassegna curata da Peter Assmann e Sergio Pajola, resterà aperta fino al 15 luglio e saranno un centinaio di opere a raccontare, almeno in parte, la carriera artistica di Schifano: in mostra creazioni su tela, carta, filmati multimediali ma anche copertine di lp e fotografie. «Questa mostra ha richiesto circa un anno di lavoro - spiega Pajola, presidente dell’associazione Moz-Art - e, insieme al comitato scientifico, abbiamo deciso di presentare al pubblico solo opere approvate dall’Archivio Mario Schifano. Un progetto che si concretizza grazie ai prestiti delle opere da parte della Collezione Giorgio Marconi di Milano, della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, delle Gallerie d’Italia - Polo museale di Intesa San Paolo e di importanti collezioni private e con la collaborazione della Società per il Palazzo Ducale di Mantova». E fondamentale - aggiunge - «è stato il contributo dei nostri soci che si sono attivati per aiutarci a realizzare questa impresa».

Mario Schifano nelle collezioni private e non solo verrà inaugurata l’11 maggio alle 18 e la rassegna, come ha sottolineato il direttore del Ducale Peter Assmann, intende continuare il percorso di promozione dell’arte contemporanea presentandola in spazi sempre diversi del museo. Nel 2016 le opere di Patrik Moya trasformarono le Cantine di Vincenzo nel “Laboratorio delle metamorfosi” ( l’artista francese richiamò 15mila visitatori). Ora il progetto dedicato a Schifano, ritenuto da molti esponente di spicco della pop art italiana, approderà nelle sale destinate un tempo agli ospiti illustri di Casa Gonzaga: ambasciatori, regnanti e personalità che venivano sistemate in questo edificio isolato e dal doppio affaccio: da una parte il Giardino dei Semplici e dall'altra il cortile della Cavallerizza.

«L’idea di una mostra dedicata a Schifano - sottolinea Peter Assmann - è sicuramente una scelta di pregio perché parliamo di un artista apprezzato a livello internazionale, un maestro che durante la sua carriera sperimentò molto e, ad affascinarmi, è proprio questa sua poliedricità». La rassegna si svilupperà nelle sale attraverso un percorso cronologico: inizierà con opere del 1956 e approderà al 1994.

«Abbiamo optato per un allestimento lineare e tutt’altro che invasivo - aggiunge Pajola - ed è prevista anche una sezione dedicata ai cortometraggi». Non mancheranno tele di grandi dimensioni, carte intelate, pannelli di perspex e una selezione di cataloghi d’epoca delle mostre. «E ci saranno - aggiunge - anche le maglie disegnate da Schifano per il Tour de France». Il progetto gode del patrocinio e supporto del Comune di Mantova, della Fondazione Banca Agricola Mantovana e della Fondazione Bpa. «E mi spiace - osserva Pajola - che siano stati pochi gli sponsor di natura privata a darci il loro sostegno. Questa mostra che accoglie sia opere museali che del collezionismo privato - conclude - intende insomma rendere omaggio a un maestro che si distinse per le sue creazioni, fu protagonista di grandi mostre e in vita frequentò artisti quali Andy Warhol. Speriamo di bissare il successo di pubblico dello scorso anno».

In occasione della mostra verrà realizzato uno speciale catalogo che sarà donato ai soci di Moz-Art.
L’ingresso alla rassegna sarà dal Giardino dei Semplici, per informazioni consultare il sito www.mozarte.it.

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