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Giocattolo, borsa-scambio e mostre 

Giornata intensa oggi a Canneto sull’Oglio tra piazza Gramsci e il museo Civico

Nuovo weekend intenso per i cannetesi, con la 24ª “Borsa scambio del giocattolo d’epoca e modernariato” che si terrà oggi in piazza Gramsci dalle 9 alle 18.30 organizzata dal Comune con Museo Civico e associazione Gruppo del giocattolo storico (in occasione degli 800 anni, il paese vedrà un secondo appuntamento domenica 24 settembre). L’appuntamento è stato preceduto ieri dall’iniziativa “Il Paese dei Balocchi”, una borsa scambio del giocattolo versione junior, per bambini e ragazzi. Agli iscritti è stato chiesto solo un piccolo dono, un giocattolo per bimbi bisognosi da far pervenire ad associazioni umanitarie.
Oggi dalle 10 al museo Civico saranno inaugurate anche due mostre. La prima, Bambole di Stoffa, rimarrà aperta fino al 25 giugno nella galleria del museo: protagoniste le bambole della donazione De Togni-Equisetto. Tra queste, oltre alla bambola Nuvoletta, prodotta dalla Furga a Canneto nel 1972, ci sarà anche Provolino, personaggio che ha fatto da spalla a Raffaele Pisu in diverse trasmissioni tv anni ’70. La seconda è un’Esposizione di abiti ispirati alle bambole amiche (anni 60-70) realizzata dalla III A del corso Operatori abbigliamento e moda dell’Istituto Bonomi Mazzolari di Mantova. Questa esposizione si basa su un’esperienza di alternanza scuola-lavoro sul progettare l’abito di una bambola. L’iniziativa è nata dall’amicizia che lega Edi Scaglioni, docente di modellistica al Bonomi Mazzolari, alla Collezione del giocattolo Giulio Superti Furga. L’idea di far realizzare qualcosa per le bambole agli studenti è nata quasi per scherzo, ma il progetto si è poi concretizzato, La storia delle “bambole amiche”, Susanna, Sylvie, Sheila e Simona e il loro vastissimo guardaroba, prodotte dalla Furga a metà anni ’60 è diventata così oggetto di studio della moda dell’epoca. Il progetto ha comportato un iter di ideazione stilistica e modellistica, per arrivare a prototipi ispirati alla moda anni ’60 e ’70 e destinati a vestire queste bambole. Dallo studio del mood, alla realizzazione di un book che ne illustri lo spirito, dalla progettazione di un abito alla sua realizzazione in scala 1:2 gli studenti si sono immersi nelle atmosfere di quegli anni così lontani da loro, interpretandone in chiave sartoriale le trasformazioni estetiche e culturali. Una commissione tecnica, formata da ex operaie e tecniche di sartoria, selezionerà il capo che, per originalità, coerenza, abilità e fattibilità industriale, potrà essere indossato da una bambola ed entrare così nell'esposizione permanente della Collezione.
Maria Luisa Rancati

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